S’io fossi formica…

Campanellini

Campanellini

S’io fossi una formica e abitassi sul versante caldo d’una valle, quando gli uomini festeggiano il carnevale, nelle belle giornate uscirei dal nido a salutare il sole.

Resterei incantata nel vedere sopra me grandi cupole bianche che sembrano campane.
E poiché quelle campane sarebbero mute, penserei che suonano di notte, per le stelle, quando io dormo nel grembo della terra.
Perché non saprei, s’io fossi formica, che quelle cupole sono fiori, Campanellini, anche se tutti li chiamano Bucaneve.
Però li amerei quegli incanti bianchi semplici e belli, delicati e coraggiosi a sfidare il freddo, li amerei da piccola formica d’un amore grande, di quelli che l’uomo, che è grande davvero, s’è scordato d’avere. E di poter offrire.
S’io fossi formica…