C’era una volta un bosco

C’era una volta un bosco magico a S. Germano Chisone. Fatto di abeti. Magico perché quando sono giovani gli abeti sembrano alberi di Natale tutto l’anno. Piantati da un vecchio tedesco saggio, quegli abeti, che non s’intendeva di ecologia, ma di cose belle, si.
Poi il vecchio saggio morì e occhi rapaci si posarono sul bosco. E hanno distrutto quasi tutti gli abeti; lasciando soltanto due piccole isole a ricordare la sfregiata bellezza. Sono passato l’altro giorno in quel luogo e l’aroma del legno d’abete mi ha fatto cambiare percorso. Avevano abbattuto anche i superstiti, e il profumo era l’anima degli alberi che salendo verso cielo regalava un ultimo immeritato regalo agli aridi umani.
Tagliati in estate, in spregio dei nidi che certo ospitavano le fronde, del verde che sorrideva a chi passava e dell’ombra di ristoro che offrivano, e degli alberi, che erano storia di quel luogo; e di tutto, tranne che del denaro. Anche gli abeti fanno denaro. Tutto legale, nessun cavillo da acchiappare. Per questo la mia Terra che è bella bella, tanto bella da non poterla pienamente raccontare, e ricca, è sempre più scarna e povera e piagata.
Perché gli obbrobri sono legali. Se fanno denaro.