Un po’ di cuore soltanto

Un enorme gradone distacca il Lac dla Muta dalla Cristalliera. A protezione dei venti della Valle di Susa, ma anche a segnare la gerarchia monarchica degli attori in scena sul palco teatrale di quel luogo speciale: la Cristalliera alta e sovrana, quale ostia all’ostensione nel sole del mattino, il lago magico sfumato nel vapore d’inizio giornata e, oltre il gradone, l’ignoto, l’incombente sconosciuto ai piedi del monte severo.
Ma basta mezz’ora a svelare il segreto.
Un lago, un altro, ancora uno specchio incantato rende preziosa quella terra sotto il monte di pietra scheggiata. Il Lago della Manica, dla Mania. Che appare di colpo, quando il fiato allungato distrae gli occhi, per stupire e abbagliare di bello chi respira quel vento, chi segue quei sentieri.
Della manica, perché la forma è allungata, come l’arto d’un indumento. E dolcemente piegata. Poesia degli antichi a coniare nomi belli, come i pellerossa, per celebrare una terra generosa nell’offrire suggestioni e suggerire passioni, e sogni e pensieri dorati, da raccontare ai figli e agli altri che ancor dopo verranno, nei momenti di pace, nelle sere d’inverno senza televisione a imbrattare le case.
Sogni d’altri tempi ancora reali.
Basta un po’ di fiato e di voglia.
Un po’ di fiato e di cuore.
Perché senza cuore c’è il nulla, il vuoto soltanto.