Cucumele

È un fungo e il suo nome italiano è “mazza di tamburo”, per via della forma. Il termine scientifico è terribile: Macrolepiota procera. Nella mia lingua, il piemontese, le ho sempre chiamate Cucumele, nome bellissimo, giocoso, da sberleffo. Un’invenzione!
Quando ero piccolo questi funghi non si raccoglievano. Solo porcini: erano tempi d’abbondanza. Poi, piano piano, sono diminuiti i funghi, aumentati quanti li cercano ed è persino passata l’idea che per raccogliere i funghi occorra pagare un permesso: robe da matti, un permesso per una res nullius!
Cosa di nessuno!
Ma tant’è.
A dire il vero le Cucumele non sono buonissime. Però per fare un sugo per gli spaghetti sono fantastiche. Non so come si faccia, salvo che occorre anche un pizzico di peperoncino piccante, spagnulin. Il gusto è celestiale. Una cosa unica, un piacere dello spirito prima che del palato, come tutte quelle cose che vengono dalla conoscenza e dal sapere cumulati nel tempo; senza rifiutare le cose moderne.
Per completare il capolavoro, un bicchiere di vino bianco, fermo.
Ma attenzione, con i funghi non si scherza: se non le conoscete, le Cucumele, il sugo fatelo di soli pomodori; è buonissimo lo stesso… e sicuro.