Il “Sentiero dei Castagneti”

Il sentiero dei castagneti

Il sentiero dei castagneti

Lo chiamano “Sentiero dei castagneti”, “La vio dî châtanharé”; lo si può percorrere partendo dai Clotti, lì Clot, nel cuore di Pramollo, passando davanti a due lavatoi. Conduce alla Ruata.
Subito si fatica a seguire la traccia. Poi, dopo una gola severa scavata nella pietra, dove scorre un ruscello restio a farsi superare, piano piano il sentiero cambia faccia e si fa bello.
Nei tempi andati, quando laggiù lontano c’erano le fabbriche, qui passava la gente per recarsi a lavorare il ferro e l’acciaio e il cotone, dimenticando pietre e legni, acque e lavatoi. Sperando nel domani.
Dove il vento spazza le foglie, vive ancora l’antico selciato, preciso e fermo, come l’avessero posato ieri. Tutta larga uguale la mulattiera; le pietre sembrano nate lì, tanto si acconcia la posizione alla loro forma. Le curve sono fatte uguale, modellate da circuito, che ti vien voglia di superarle in corsa, non fosse che si spezza il fiato.
Perché all’uomo d’oggi rimane poco dei suoi padri.
Ai fianchi muri alti e lunghi costeggiano la via e sostengono la terra a monte, da cento e cento anni. A tratti sono caduti pezzi, e qualcuno ha tolto le pietre morte e le ha poste a lato. Senza rifare nulla, ché si è persa, l’arte degli antichi costruttori.
Dopo tanto ripido salire, la strada infine spiana e corre dritta, e il primo segno umano è un muro, anch’esso lungo, ma liscio e bianco: è del cimitero.
Scuote l’animo pensare che lì riposa chi quella strada ha costruito; e al tempo stesso rincuora il pensiero che le cose belle vanno oltre gli stessi uomini che le han create.
Aiuta a sperare ancora nel domani.

Il sentiero dei castagneti

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