Grazie Balma

Un murales di Balma di Roure

Un murales di Balma di Roure

Ero andato a Roure per veder nevicare: pioggia!
Allora ho raggiunto Balma di Roure. Neve soltanto per terra, poi, ancora pioggia. Quand’è così ti arrendi e, visto che sei lì, fai un giretto…
A scoprire una stradina stretta salire tra le case, belle e raccolte con soltanto qualche suono lasciato scappare. Un sordone spinto a valle dalla neve sosta su un balcone: cerca qualche briciola. Un signore spala neve, una signora scruta il cielo. Nevicherà?
Poi ecco improvvisa la nebbia ad attutire e rendere tutto surreale e poco dopo la neve.
Copiosa.
Intanto sui muri appaiono dipinti a narrare la vita di quel luogo, di donne e bambini, del lavoro gramo in miniera a grattare talco. Tutto irreale, emergente dal tempo nella nuvola di neve che scende e avvolge.
In un palmo di spazio e un battito di ciglia. Tante immagini e tanti pensieri dolci. I murales sembrano vivi.
Poi di colpo più niente neve. I murales tacciono e anche il sordone se n’è andato.
Grazie Balma. È stato un dolcissimo incanto.

Un murales di Balma di Roure

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