Un sonno dolce

Les Routes

Les Routes

Poco più in là di Roca Barletta, verso dove sorge il sole, un tempo c’erano alcune casette, miande.
Les Routes. Per starci d’estate, con le mucche. Se ne scorgono i ruderi. Una è stata salvata. Da un po’ non è abitata e le ortiche s’alzano fiere davanti a lei. Eppure è bella. In estate quel luogo è pieno di suoni e rumori.
Delle macchine che scorrazzano su e giù instancabili sulla vicina strada, delle mandrie e dei campanacci al collo delle mucche, dei cani noiosi che latrano sciocchi al vento, delle marmotte che si fischiano l’un l’altra.
Poi, con l’accorciarsi delle giornate e l’accendersi dei rossi aranciati dei larici, le auto diventano rare, le mandrie fuggono e pure i turisti sciamano. Ed è pace. La montagna torna a sé e ai suoi abitanti, quelli che stanno lì tutto l’anno. I corvi imperiali chiassosi e simpatici, impegnati a infastidire una giovane aquila che non batte ciglio ma regalmente se ne va; i caprioli sospettosi, dell’uomo di giorno perché spara senza aver fame e del lupo di notte, che non spara ma ha fame; i gracchi che raccattano le ultime cavallette risparmiate dal clima sempre più mite e stuoli di piccoli uccelli, indecisi se scendere a valle o restare.
Il tempo corre e presto sarà freddo e neve. Come dicono i fiori secchi e ancor belli dei cardi. E le bacche delle rose, gratacui, senza rughe perché non ancora toccate dal gelo vero, e brillanti come addobbi di Natale.
Il mondo è sospeso, in attesa; la nuova neve caduta ormai vicina non lascia dubbi.
Il freddo non tarderà.
Roca Barletta e la casetta, ultima viva tra i ruderi, saranno in silenzio; e dormiranno dolce, del dolce di chi sa che tornerà primavera.

I gratacui

I gratacui

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