Roc del Col

Colletto e Roc del Col

Colletto e Roc del Col

C’è un sentiero che da Soucheres Basses – Pragelato – conduce al Colle dell’Assietta, oppure a Balboutet
– Usseaux -, passando per il villaggio distrutto di Faussimagna, per quello del Colletto e, prima di abbandonare il versante sul Chisone, per un simil colle, presso Roc del Col, Roccia del Colle.
La roccia c’è davvero, poco discosta, contornata da boschi di larici sul versante caldo e di pini su quello freddo che guarda l’Assietta. Una roccia enorme che si vede da lontano, appena abbandonato Soucheres Basses, quando si cammina in mezzo a erbe dorate di un dicembre quasi privo di neve. Una roccia che ingrandisce man mano che ti avvicini, come fosse lei, per qualche magia strana, a venirti incontro.
Che ci fa, un roccione così, in quel punto scollegato dalle montagne, superbe attorno, ma che nulla possono posare lontano fin lì?

Le rocce sono due

Le rocce sono due

Sembra uno scherzo, quel pietrone, una boccia gigante in equilibrio, che da un istante all’altro può rotolare via, tutto travolgendo, prima di raggiungere Chisun.
Sai che non è vero, ma pensi che soltanto un gigante può aver fatto tanto. Per gioco; perché, come sanno gli amanti delle cose belle e dei sogni, ai giganti piace tanto tanto giocare. E il primo gioco è con una palla, o una boccia se la palla non c’è, e se non c’è altro bastante, la boccia è di pietra.
Ecco, Roc del Col deve esser nato così.

Camosci

Camosci

Fino al colletto si arriva quasi facilmente, puntando il roccione lontano che funge da faro di giorno. Dal colletto verso l’Assietta, però, non lo vedi più. Lì c’è un sciocca bacheca vuota, con attorno cartelli per podisti riportanti tempi da corridori di montagna. Non una parola sul Roc. Per fortuna qualcuno ha messo delle frecce colorate, fatte a mano, piccole, curate, che indicano la direzione per la grande roccia. Pochi minuti e ci sei, e scopri che le rocce sono due, una imponente, l’altra un po’ più dimessa. Su questa hanno posto una croce. Mi disturba sempre quando qualcuno segnai luoghi con i suoi simboli, ma quella Croce mi piace, perché chi l’ha messa doveva avere grande entusiasmo ma pochi mezzi. Così s’è accontentato della roccia più piccola, e l’ha fermata con dei sassi, soltanto, e quella Croce diventa più umana, più Cristiana, più bella.
Com’è giusto che sia in un luogo così particolare che non puoi immaginare nemmeno nei sogni, se non lo vai di persona a trovare. Tanto particolare che in quel luogo, se arrivi piano e silenzioso, col dovuto rispetto alle rocce, al cielo e al vento, sorprendi i camosci. Anche loro speciali, che ti scrutano e capiscono se gli vuoi bene o gli vuoi male, e se non sei armato si lasciano guardare.
A Roc del Col, in mezzo ai larici e ai pini, in alto sulla valle, tra Chisun e il Rio Assietta, di fronte al Colle delle Finestre.

Freccia colorata

Freccia colorata

 

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