Clot del Mian

Clot del Mian

Clot del Mian

Da Balziglia – Massello – il sentiero che s’avvia verso la Cascata del Pis parte dritto come una gradinata. Tempo di attraversare il rio e sei in mezzo all’altra parte del villaggio, di qua dall’acqua; mentre saluti la fontana, ti scopri già alto e, in pochi passi, aggiri le case e volgi a ponente. Balziglia appena lasciata è già lontana, laggiù, raccolta ai piedi della montagna. Vecchi muri abbracciati, forse per il freddo, forse per solidarietà, come succedeva un tempo in montagna; tra i deboli di forze ma grandi di cuore, per affrontare uniti le avversità.
Mentre sali, sei come al fondo di un imbuto: per vedere il cielo devi rovesciare il collo, intanto che il sentiero non concede tregua e schizza oltre animato da folle fretta.
Un primo ruscello non lo rallenta affatto e anzi lo inarca ancor di più, a strapparti il fiato.
Poi, finalmente, un po’ di tregua: tempo d’osservare che l’orizzonte inizia ad aprirsi là verso l’alto che, inatteso, un villaggio si materializza davanti agli occhi.
Raccolto e tondo di case strette strette, naturalmente adagiato, più bello ancora di Balziglia: come una sentinella di dolcezza, senz’armi, sulla porta del vallone che si apre dietro e di cui soltanto puoi immaginare l’immensità e la meraviglia.
Clot del Mian, pietre magiche al riparo nella conca, tappa battesimale per la cascata e le vette alte.
Case messe assieme in geometria d’armonia, fatte di legni e lose ricamate dagli anni e dai licheni. Da tempo sole, quelle case, ma aperte di soglia a chi passa, e aperte d’animo, pronte a offrire rifugio ancora e sempre.
Clot del Mian eterna, abbandonata e pure viva, perché non può essere morto chi offre bellezza.
Clot del Mian che sorride quando vai, fiero, in battaglia col sentiero arcuato al cielo; e ancora sorridente quando torni, gambe e piedi dolenti, occhi stanchi e abbagliati dalla meraviglia che hai scoperto oltre le case; premio a chi accetta la tenzone con il sentiero che schizza al cielo, e provoca, e chiede e invita, impone di seguirlo.
Non può essere che così, incantata e incomprensibile all’intelletto, ma chiara al cuore, la porta alla cascata e alle grandi vette.
Una porta verso il cielo, che non si lascia leggere, ma che tocca l’animo.

Clot del Mian

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