Il cielo di Sangle

Sangle - S. Germano Chisone

Sangle – S. Germano Chisone

Pensi d’essere a Pramollo ma sei a San Germano (Chisone). Su in alto alto.
Un balcone sulle valli e sui prati infiniti, ai piedi delle montagne, dove le acque vanno lente senza salti e senza scrosci.
Un balcone che lancia l’occhio da Gran Dubbione a San Benedetto, appena lì sotto, vicino tanto da pensare di poterlo carezzare.
Un balcone che spazia lo sguardo dal ricamo dei villaggi sparsi sulla montagna, che dal Sangle appare più vasta, alla pianura, che vasta è davvero.
Non sarebbe mondo di valli se non fosse Sangle.
Da là si vede ovunque. Da ovunque si vede là. Soltanto la nebbia può fermare lo sguardo, ma a tratti lo rende ancor più fatato.
Sangle dallo strano nome, alto nel cielo, vedetta curiosa a contare chi va e chi viene là in basso presso l’acqua nervosa del potente Chisone.
Sangle unico lume nel buio sotto il Monte Buffa.
Sangle speciale.
Ma col cielo graffiato de linee stupide e sciocche, a ferire gli occhi, a rompere l’incanto, anche con la neve.
È peccato grave rompere quel ch’è bello, anche se è per portare la luce. Ch’è patrimonio di stelle.

Sangle - S. Germano Chisone

Sangle – S. Germano Chisone

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