La Tera Nera

Caseggiato miniera dell'Icla (confine San Germano C. - Pramollo)

Caseggiato miniera dell’Icla (confine San Germano C. – Pramollo)

Cosa sarebbe l’uomo se non ci fosse la scrittura? Poco, come sarebbe poco se non ci fosse il carbonio, simbolo chimico “C”. Perché senza carbonio la scrittura avrebbe un’altra storia.
Le civiltà preistoriche, per il nero delle pitture rupestri, ricorrevano al carbone. Che non è carbonio puro, ma ne contiene molto. Carbone per fare fuoco, dunque, ma anche per scrivere, e per disegnare, a carboncino.
Il carbone però è scomodo: ha un segno bellissimo, ma sporca molto e dura poco.
In aiuto ecco la grafite, dal greco grafein, scrivere, fatta anche lei di carbonio, ma più cristallino e compatto: così funziona meglio. Finita la storia? No. Perché di carbonio son anche fatti, niente meno, che i diamanti. Sempre “C”. Ma nessuno, per ovvi motivi, li usa per scrivere…
Perché tanta differenza se son fatti tutti con lo stesso elemento? Per via della diversa temperatura e pressione alle quali sono nati. Per via della struttura cristallina, cioè del modo con cui gli atomi son legati. Nelle Valli Chisone e Germanasca niente carbone e niente diamanti.
Di grafite invece ce n’è molta, nella bassa e media valle, da San Germano Chisone a Pramollo a Villar Perosa, da Pinasca a Inverso Pinasca a Pomaretto, da Perosa Argentina a Roure. Insomma, in tutta quella parte del massiccio che i geologi definiscono del Dora-Maira. Le cui rocce, guarda un po’, sembrano risalire al carbonifero.
Un tempo la cavavano dalle miniere, la grafite; vi lavoravano in tanti. Tera nera, Terra nera, la chiamavano. È untuosa, grassa come il Talco, altrettanto bella e luccica come un diamante, ma è nerissima. Ovviamente sporca, se no non servirebbe a scrivere.
Non c’è niente di più intrigante che lasciare un messaggio a chi passa senza usare carta e matita, semplicemente scrivendo su una pietra con un tozzo di grafite; con un piccolo frammento, anche non tanto puro, che si può trovare in superficie senza scendere in miniera. Funziona benissimo.
Quando non c’erano i cellulari e i messaggini, quanti amori son stati dichiarati così…
Grafite veicolo di cuori.
Con tutta la grafite che c’è, in Val Chisone, nel tempo, avrebbero dovuto pullulare scrittori e pittori. Invece c’erano soltanto minatori. E tanti innamorati, meno male.
Ma la grafite c’è ancora, ben nascosta e custodita dalla Terra.
Chissà che un giorno o l’altro… scaturiscano davvero frotte di umani sapienti e saggi che l’usino per scrivere e disegnare, per raccontare? Sarebbe bellissimo.

Grafite (foto Emanuele Costa)

Grafite (foto Emanuele Costa)

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