Acqua di gioco

Il Chisone a Villar Perosa

Il Chisone a Villar Perosa

(Dedicato ai costruttori di centraline nelle Valli Chisone e Germanasca)

Un bambino chiese ad un vecchio lungo il torrente:
– Come mai, se butto un legno in acqua, quella lo porta via, ma l’acqua che l’ha preso sembra sempre al suo posto e se ne butto un altro allo stesso modo, se lo prende di nuovo e come prima lo porta a valle, eppure dov’è caduto non è cambiato nulla?
– Perché l’acqua ha un segreto – rispose il vecchio, – e mentre la guardi ti prende gli occhi per impedirti di vedere, perché non sempre l’acqua vuol essere osservata; vuole tenere stretto il suo segreto.
– Davvero ha un segreto l’acqua? – chiese incuriosito il bambino.
– Certo, un segreto vecchio come il mondo.
– E nessuno l’ha mai scoperto? – chiese ancora il bambino che intanto s’era messo a sedere su un sasso, con i piedi in acqua dondolati dalla corrente.
– Oh sì, eccome se è stato scoperto, tanti anni fa, talmente tanti, però, che nessuno lo ricorda più.
– E tu, lo conosci, tu, il segreto dell’acqua?
– Si,- disse il vecchio, che intanto anche lui s’era seduto su un sasso, lasciando bassa una mano alle carezze della corrente, – si, lo conosco.
– Ti prego, raccontalo anche a me.
– Ma è un segreto. I segreti si tengono stretti nel cuore, dove soltanto le stelle possono entrare.
– Ma una volta lo conoscevano tutti – hai detto; – com’è che ora non lo conosce più nessuno?
– Perché un tempo, tanto tempo fa, l’uomo era bambino, all’infanzia dell’umanità.
– E perché tu lo conosci ancora adesso? – incalzò il bambino, più curioso che mai.
– Perché io so lasciare una mano alle carezze dell’acqua e non cerco di fermare il tempo – rispose il vecchio.
– Se basta quello, allora perché, a me che ho addirittura tutti e due i piedi nella corrente, e di certo non fermo proprio niente, non è dato conoscere il segreto dell’acqua?

Il legnetto del bambino

Il legnetto del bambino

– Perché sei un bambino, quel segreto è nel tuo cuore, ma ancora non lo sai leggere. Crescendo, imparerai a leggere, ma i piedi li terrai ben all’asciutto.
– E tu sai leggere? – chiese il bambino.
– Certo, certo che so leggere.
– Se mi sveli il segreto dell’acqua, ti prometto che da grande, ogni tanto, porgerò i piedi alle carezze della corrente. Ti prego, racconta…
Convinto dal sorriso bello del bambino, in realtà lo era dal primo istante in cui l’aveva incontrato, il vecchio raccontò.
– È semplice. L’acqua gioca; si, gioca come giochi tu, anche se lei ha molti molti anni, non cinque o sei come te. Non sa contare e non ha mai cercato di fermare il tempo. Per questo il tempo non ferma lei ed in ogni istante la ripone dov’era un attimo prima e sembra che non passi mai, ma pure porta via il tuo legnetto. È un gioco, soltanto un gioco, quanto di più semplice e bello ci sia sotto il cielo. Un gioco, sempre uguale e sempre nuovo, sempre lo stesso e sempre diverso…
– Davvero? tutto lì? A me però sembra anche una magia”.
– Forse.
– E perché gli altri non lo sanno?
– Perché crescendo gli uomini imparano a leggere, smettono di giocare e cominciano a contare.
– Fammi capire: tu sai leggere, sei vecchio eppure conosci il segreto dell’acqua. Cos’hai di più?
– Ho serbato un cuore come il tuo e non ho contato mai.

Mentre la mano dondolava nell’acqua ed il vecchio guardava lontano, il bambino rimase zitto un po’.
– Ovviamente, se è un segreto, non posso dirlo a nessuno.
– O no, no no, – disse il vecchio – puoi dirlo a chi e quando vuoi, ma nessuno ti crederà.

Allora il bambino ritrasse i piedi, si alzò, sorrise, e se ne andò.

Il Chisone a Villar Perosa

Il Chisone a Villar Perosa

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