Racconti della sera


S’intitola così il libro che Federico Cramer ha scritto con la figlia Viola, che si è occupata principalmente dei disegni. Illustrazioni semplici e con sapore d’antico, che non vuol dire vecchio, a evocare situazioni che soltanto ieri erano quotidiane e oggi paiono medievali. Quanti, infatti, riescono a immaginare “…un mondo senza televisione ma pieno di cose interessanti da fare, imprese spericolate da vivere e molti guai da combinare?” Avventure che si possono raccontare la sera per prendere serenamente sonno; che si possono raccontare la sera se tace la tivù. E per raccontare basta guardare il proprio ieri. Il racconto è la forma più antica di insegnamento. Non a caso Cramer è un insegnante. E raccontare è arte fina. Che si impara quando si ha cuore, sentimento e una figlia piccola, alla quale si sceglie di insegnare così i tratti, la gente, le storie della propria terra. Passare poi da Viola a tutti i bambini stufi di personaggi finti, certo lucenti e sfavillanti, ma che pontificano il nulla invece di raccontare, di narrare, diventa un’azione naturale. Questa a grandi linee l’operazione condotta con successo da Cramer, per la figlia e per i bambini in generale, ma anche per se stesso, e per gli altri genitori; per rivivere e fissare ricordi ed esperienze che si stanno estinguendo, per non cadere nell’oblio collettivo di una gente che preferisce twittare piuttosto che pensare, non porsi domande invece di indagare. Chi non cerca non conosce. È una gente che rinuncia alle proprie radici quella che non cerca, che non guarda alla sua storia. E chi non ha radici, non ha ieri e neppure domani. I “Racconti della sera” sono una raccolta di radici, belle, divertenti, coinvolgenti. Dalla scoperta del topolino che il bambino rifiuta di uccidere, a quella della talpa che non può essere salvata. Che ha un manto morbidissimo e occhi piccoli piccoli. Dall’imparare ad andare in bicicletta competendo, senza premio, con i compagni e apprendendo dalla vita le leggi della paura e del dolore, fisico. Dal non sapere se una carota sia grande o piccola quando ancora è nella terra, oppure come sia difficile costruire qualcosa con le proprie mani. O quanto sia inebriante il Marsala della Nonna. Come sia facile concepire invenzioni entusiasmanti, come il “Tira mele”. I Racconti della sera sono tutto questo; una rivisitazione incantata, perché contengono tanta poesia, delle cose semplici. Basta spegnere il televisore, o il tablet, o il computer per scoprire questo mondo. Con il libro di Viola e Federico in mano. O provando a scrivere il proprio. Racconti della sera. Di Federico Cramer, illustrazioni di Viola e Federico Cramer. Le zucche piene, Effata Editrice.

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