L’Alpe Muret

Il sentiero che porta all’Alpe Muret, nel comune di Perrero, parte dalla frazione Saretto poco sopra Maniglia. In pochi minuti di cammino è il bosco che diventa il protagonista assoluto. Un meraviglioso bosco di faggi che con l’incedere dell’autunno ha lasciato sul sentiero un tappeto di foglie che ricopre ogni pietra. Di pietra è fatto questo sentiero che ripido sale verso un alpeggio dal nome curioso, Paprumie.

Muretti a secco, testimoni muti di un lavoro antico, accompagnano i passi fino a questo remoto angolo di mondo dove alcune case raccolte al margine di un prato paiono suggerire la sosta per ascoltare ciò che le pietre raccontano. Un conoscente un giorno mi raccontò che proprio in una di queste case vide la luce per la prima volta. Pare impossibile oggi anche solo immaginare che si possa nascere in un alpeggio. Così il pensiero corre a quelle innumerevoli donne che hanno fatto nascere i propri figli e li hanno cresciuti in luoghi così lontani dalle comodità alle quali noi siamo abituati. Bambini cresciuti nella rugiada del mattino, nell’incantevole tepore dei primi raggi di sole estivo e nella dolcezza della nebbia che nasconde tutto agli occhi ma non è tenebra che spaventa.

Anche in questa giornata iniziata tersa c’è la nebbia che lentamente sopraggiunge e nel suo andare e venire copre e scopre il paesaggio che separa Paprumie dall’Alpe Muret.
I larici che già mutano il colore emergono prepotentemente dal grigiore che avvolge la montagna e quando la nebbia s’infittisce perdono i contorni e si confondono con quel poco che intravvedi oltre.
È bella la nebbia che a novembre raccoglie il silenzio della natura quando i campanacci sono lontani e l’abbaiare dei cani è solo un ricordo.
Anche l’Alpe Muret è silenziosa ed attende che i passi dell’autunno si compiano per accogliere il soffio dell’inverno quando anche i larici avranno perso il colore.
(C. Reymondo)

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