Verde faggio

Faggi a Plan dla s'Arbra - Pramollo

Faggi a Plan dla s’Arbra – Pramollo

Se per evocare un bianco speciale si può andare col pensiero ai fiori di ciliegio, per il verde si deve chiamare in causa il faggio: le sue foglie, orlate di lana a difenderle dall’ultimo freddo.
Il loro è un verde tanto bello che non si può ricreare e soltanto in parte raccontare. Tenero delle vite appena sbocciate, tanto delicato da sciuparsi soltanto allo sguardo, attraente come unicamente la luce sa attrarre. Imprigionata nei lembi delle foglie, la luce, per farle risplendere e renderle più belle, ancora più speciali. Da verde di faggio con le vesti di primavera.

Faggi a Plan dla s'Arbra - Pramollo

Faggi a Plan dla s’Arbra – Pramollo

Riempie l’orizzonte il verde speciale. Davanti e attorno, ce l’hai ovunque, da una parte e dall’altra, e verso l’alto, dove soltanto il cielo, per poco, filtra tracce d’azzurro.
Il verde faggio che colma le montagne e le valli e cancella il marrone dell’inverno, intanto che pure la neve fugge, è colore di primavera, meno effimero degli altri eppure veloce, ad apparire e scomparire veloce nel verde degli altri alberi impegnati, tutti assieme, a fare nuovo il mondo, che abbiano degna culla le mille vite vittoriose sull’inverno.
Per un po’ di mesi.
Poi sarà bello chiamare di nuovo la neve, per dormire dolce nel ricordo dei colori.

Faggi a Plan dla s'Arbra - Pramollo

Faggi a Plan dla s’Arbra – Pramollo

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