Les touches

“Les touches”, che in valle viene pronunciato “Le tucce”, è un insieme di tre borgate collocate in alto, sopra Mentoulles e Ville Cloze, nel comune di Fenestrelle.
In circa un’ora e mezza, percorrendo una strada sterrata consortile che sa regalare angoli davvero suggestivi, si raggiungono “Les touches”.
Punto di partenza, dove si può lasciare l’auto, è Ville Cloze davanti alla chiesetta. È accogliente l’abitato di Ville Cloze che può vantare un’origine medioevale e che fu probabilmente un antico ricetto fortificato.
Lungo il percorso è facile incontrare enormi cumuli ordinati di pietre che paiono mura gigantesche. Ma non sono resti di case di giganti quanto piuttosto ciò che resta a testimonianza di anni di fatiche per strappare alla montagna campi da coltivare.
Dove ora noi vediamo boschi misti con una prevalenza di conifere, vi furono un tempo campi coltivati a patate o segale. Un occhio attento scorge, fra gli alberi cresciuti rapidamente a motivo della buona esposizione al sole, i muretti di sostegno per i terrazzamenti.
Lungo la strada si affacciano i resti di altre piccole borgate che un tempo venivano utilizzate come zone di alpeggio. Un’amica mi raccontò che anticamente la sua famiglia, numerosa come spesso lo erano le famiglie della nostra valle, dal mese di marzo fino all’autunno inoltrato compiva una sorta di vagabondaggio fra queste borgate per poter sfruttare ogni angolo di ciò che avaramente veniva concesso da questa montagna. In primavera si partiva da Ville Cloze, uomini e bestie, per salire nelle borgate appena più alte e man mano che la stagione avanzava si continuava a salire fino ad arrivare a “Les Touches” dove si trascorreva l’intera estate. Poi con il finire della bella stagione si scendeva nuovamente verso valle fermandosi ancora nelle varie borgate prima di raggiungere nuovamente il villaggio principale.
Forse è proprio per queste storie vere che la strada che conduce a “Les Touches” emana una dolcezza particolare.
Ora questi luoghi non sono più utilizzati come pascoli estivi e sui muri delle case silenziose le formiche passeggiano indisturbate al sole. Non è raro vedere anche impronte di lupi e di cervi che intrecciano le loro vite nella naturalezza dei gesti di caccia e di fuga. Ma anche in questo immaginare il branco che tende l’agguato alla preda, permane un senso di delicatezza, perché non vi è crudeltà dell’agire, questa appartiene solamente all’umanità. Un branco di lupi è solamente un gruppo di animali. Un branco umano è l’essenza della malvagità.
(C. Reymondo)