Pra Catinat


Pracatinat, luogo evocativo di battaglie, di militari che marciano, di accampamenti, di ordini scanditi con voce possente, di divise, di confusione, di rabbia e di giovani di altri tempi. In effetti, questo luogo, posto ad una quota di 1785 m sul livello del mare nel comune di Fenestrelle, fra Depot e il Colle delle Finestre, deve il suo nome ad un generale francese, Nicolas de Catinat de la Fauconnerie.
Nel lontanissimo 1693 il generale e il suo esercito trascorsero l’inverno proprio in questo luogo. Nelle valli è ricordato per le sue azioni spietate contro i nemici, quei valdesi che i Savoia a lungo perseguiteranno e nei cui confronti le campagne del Catinat erano caratterizzate da violenze e distruzioni.


Il luogo però è bello. È un prato, un “pra” appunto, immenso, tagliato da una strada sterrata che con i suoi 60 km conduce oltre i 2000 metri di altitudine.
Un verdissimo prato dove è bello distendersi e ascoltare i rumori non di armi ma di quiete: cinguettii e ronzii lievi sono la nota predominante, perché non è ancora il tempo dei campanacci. La fontana che abbevera ciclisti ed escursionisti accompagna il susseguirsi di trilli e il brusio degli insetti con scrosci improvvisi d’acqua che talvolta fanno sussultare il cuore.
I fiori hanno iniziato a colorare di macchie il verde e i rami di larice strappati dal vento di altre stagioni sono adagiati sui nuovi colori. Rami spezzati, privi di linfa, diventano ornamento di una nuova vita e ricordo di ciò che essi furono. La natura sempre ci offre metafore che ben si adattano alla nostra vita.
Avrà il Catinat osservato lo splendore di questi luoghi o avrà percepito solo il freddo dell’inverno?
(C. Reymondo)