Sonnecchiano

Appare sonnacchiosa la Val Chisone a chi si affaccia dall’alto attraversato il colle dalla Valle di Susa.
I colori sono bruno rossicci, poco verde e un po’ di blu. E tanto bianco, bianco di grandi nuvole, anch’esse sonnacchiose, svogliate, appoggiate indolenti alle montagne, incerte sul come impiegare gli ultimi giorni d’estate.
Perché di questo si tratta, delle ultime giornate d’estate, che sanno d’autunno precoce non per il freddo che non c’è, ma per la siccità che ha segnato la terra tingendola anzitempo di rosso.

Scendendo, ecco le case, i villaggi, i luoghi vivi della gente. Quelli di oggi e quelli ieri.
Le costruzioni umili di chi lavora ogni giorno, quelle altere e sciocche delle fortezze, superate dal tempo e in parte dalla storia, perché oggi le fortezze non sono più di pietra, ma ben peggiore è il loro effetto sulla gente delle piccole case.
Scendendo, cambiano i colori, tutto diventa più tenue, più sfumato, accennato. Lentamente.
Perché non debbano soffrirne gli occhi. Lasciando nel cuore la gioia del grande cielo dell’alta valle con le nubi indolenti a sonnecchiare appoggiate alle montagne.
In attesa dell’autunno.
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