I raggi del sole

Se cercate un luogo dove la luce e l’ombra si rincorrono e il sole mostra la sua bellezza, fatta di calore, che contrasta il freddo delle zone buie, dovete salire alla bergeria della Balma di Fenestrelle in un giorno di autunno o anche di inverno, se ve la sentite di affrontare un tragitto di oltre un’ora con temperature non proprio elevate.
La prima volta che sono venuta fin quassù era proprio inverno. Un inverno avaro di neve e propenso al gelo. La salita da Fenestrelle, passando per il forte Moutin, lungo il rio Cristove, mi regalò attimi indimenticabili di freddo intenso in un ambiente suggestivo. La fatica del percorrere la strada sterrata, ripidissima in certi tratti, non riusciva a scaldarmi ma la bellezza severa del luogo fu un’esperienza indimenticabile.
Sono ritornata in questo autunno dolcissimo, forse troppo, e anche adesso è l’ombra che ha accompagnato la maggior parte dei miei passi fino all’alpeggio.
Nessun rumore. Nessun segno di un animale vagante.
Il rio Cristove prima di scorrere accanto alla strada precipita giù per un ripido versante, sembra quasi la traccia che i bambini disegnano sulle loro montagne triangolari per “fare il torrente”. È impressionante vedere l’acqua che, senza cascata di sorta, scende lungo questo letto in pendenza notevole.
Sotto la massiccia mole di Rocca Bruna spunta la bergeria della Balma. Al buio. Eppure sono le tredici.
Se voglio il calore del sole devo sistemarmi lungo il pendio posto proprio di fronte a Rocca Bruna. Il terreno è secco, dalla terra asciutta spuntano fili gialli di erba inaridita e il calore del sole è davvero eccessivo per la stagione.


Con il riposo partono immediati i pensieri. Una collega mi raccontò, quando seppe che volevo salire quassù, che nella sua infanzia la bergeria era il luogo dove, nei pomeriggi estivi, con l’oratorio si saliva per una passeggiata. Un anziano signore invece mi ha detto proprio oggi che ora la bergeria è di proprietà di un gruppo di francesi, quasi cento, e che da tempo la stalla non viene più utilizzata perché gli animali restano fuori tutto il tempo.
Poi accade la magia. Il sole, aggirata Rocca Bruna, scivola pian piano sul tetto della stalla e poi avanza fino ad illuminare completamente la bergeria. Tutto cambia aspetto. È una magia del sole. Anche i larici, posti sopra ad un precipizio, assumono una veste nuova e paiono brillare fra l’incertezza del verde e del giallo.
È davvero un luogo incantevole questa Balma. Luogo di transito verso camminate più corpose, con maggior dislivello, alla ricerca di sentieri ad anello.
È sicuramente questo un luogo di silenzio che ti permette di osservare indisturbato il gioco dei raggi di sole fra chiome colorate di larici, boschi fitti e scuri e pietre di antiche baite rovinate dal tempo.
Anche questa volta non vi è presenza umana all’infuori della mia.
Colgo a piene mani i raggi del sole e vorrei portarli con me, lungo la strada che all’ombra mi riporterà a valle.
(C. Reymondo)

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