Sete di bello

Nevica

Nevica

Non ci speravamo più, nemmeno ci pensavamo.
Siccità, freddo, ma non tanto; vento. Questo si, tanto. Chi si ricordava della neve? Del suo colore? Del suo fruscio? Del suo profumo?
E invece eccola. Improvvisa, ricca e splendente come tutte le cose belle che quando giungono a sorpresa sono ancora più belle.
È arrivata alla chetichella, senza trombe e senza frastuoni. La luce è diminuita lentamente tanto da non lasciarsi scoprire, si sono affievoliti i suoni, quasi muti, ma d’un muto dolce che sa di pace. Poi alcuni fiocchi, pochi e timidi, qua e là, che bisognava cercarli per scoprirli.
Quindi, con un crescendo lento sempre senza squilli, ecco che i fiocchi si son fatti numerosi, l’aria è diventata fresca d’un fresco di pulito, e respirare inebriante e bello. D’incanto la terra, che dormiva tutta fredda, s’è vestita di bianco e subito la coperta ha iniziato a crescere, per rompere gli spigoli e smussare solchi e sassi taglienti, per nascondere le cose brutte, a far tutto dolce.

Pettirosso - f.to A. Pastorino

Pettirosso – f.to A. Pastorino

Il mondo ora è piccolo piccolo, raccolto su di se, nascosto e mite, sempre più dolce, sempre più coperto; sempre più dipinti gli alberi e i cespugli, sempre più socievole il pettirosso che si fa ammirare in cambio di qualche briciola.
Scendi ancora cara neve, copri e leviga, liscia, nascondi, fai tutto bello.
Ne abbiamo bisogno.

Le case del Crusas

Dopo la neve, le case del Crusas