L’Albero di Pramollo

Il torrente Risagliardo a Rue

Il torrente Risagliardo a Rue

(Dedicato a tutti i bambini e a tutti i nonni)

Un giorno, tanti e tanti anni fa, proprio di questi giorni di metà dicembre, Babbo Natale, mentre faceva il suo giro per osservare i bambini e capire quali erano buoni per lasciar loro doni la notte di Natale, e quali, invece, non lo erano, e a loro avrebbe lasciato carbone e ortiche secche, Babbo Natale, dicevo, passò presso il torrente Risagliardo, in quel di Pramollo.
A quei tempi non c’erano centrali idroelettriche e l’acqua correva tutta nel suo letto.
Era nevicato il giorno prima e c’era tanta neve. Non sull’acqua, si capisce, ma dappertutto sulle rive e pure sulle pietre in mezzo all’allegra corrente e ai mulinelli.
Sui sassi grandi la neve aveva posto un cappellone che sembrava un sombrero, su quelli medi dei bei cappelli di lana bianca, e pure ai sassi piccoli aveva pensato la neve, senza dimenticarne nemmeno uno. A loro aveva messo dei cappellini piccoli piccoli. Sempre bianchi, perché il bianco è l’unico colore che conosce la neve.
Tutti i cappelli erano rotondi e lisci, belli gonfi, sembravano delle bocce adagiate sull’acqua che correva imperterrita nonostante il freddo pungente.
Il torrente in quel punto seguiva un percorso dritto, così che osservandolo da valle verso monte sembrava che l’acqua partisse da un punto e si allargasse man mano che si avvicinava a Babbo Natale che osservava dal basso.
La scena era tanto bella che il vecchio, nonostante avesse una gran fretta, si fermò un attimo a guardare: sembra un albero, pensò, coricato ma alto alto, con tante palle bianche appese ai rami.

Il torrente Risagliardo a Rue

Il torrente Risagliardo a Rue

Lì per lì non fece caso ai suoi pensieri ma, fatti pochi passi, guardando un abete lì vicino tutto disegnato di ghiaccio, gli venne un’idea: e se appendessi alle fronde tante palle, colorate invece che soltanto bianche, come ha fatto la neve col torrente?
Pensato, fatto.
Babbo Natale, che ha sempre con se una certa quantità di giocattoli per non esser mai preso alla sprovvista, tirò fuori dal suo sacco tante palle colorate e le distribuì sull’abete. Ne uscì una meraviglia.
Fatto questo, se ne andò tutto contento a controllare di nascosto i bambini.
Deciderò poi, cosa fare di quell’albero, si disse.
Alcuni giorni dopo però, la vigilia di Natale, proprio in quel luogo, ebbe a passare un nonno. Vide l’albero tutto addobbato e ne restò folgorato. Non aveva mai visto niente di così bello.
Tornò a casa di corsa e raccontò tutto alla moglie, cioè alla nonna. Quella sera, dopo che i nipotini erano andati a letto, i due vecchietti preparano tante bocce colorate, facendo dei gomitoli con del filo di lana dai mille colori. Acceso un lume, il nonno andò quindi a prendere un abete, lo sistemò nella casa vicino al caminetto e, in un attimo, lo vestirono tutto. La nonna, da parte sua, appese dei dolcetti per i suoi nipotini.
Poco dopo Babbo Natale passò in quella casa a posare i regali, perché quei bambini erano davvero buoni e gentili. Vide l’abete tutto addobbato, si ricordò di quello che aveva preparato lungo il torrente e, mentre sorrideva, sentì i due nonnini dire: lo chiameremo Albero di Natale, e lo faremo tutti gli anni.
Senza saperlo avevano inventato la cosa più bella che bambino avesse mai visto sulla terra. Tanto speciale, quel primo albero, che ancora oggi tutti ne preparano uno simile a Natale. Perché la festa sia più dolce e più bella.
Babbo Natale dal canto suo non ha mai raccontato a nessuno le vera storia di quell’albero.
Nessuno sa che l’Albero di Natale è nato a Pramollo.
Io l’ho saputo da un uccellino che si trovava nei paraggi quando Babbo Natale aveva vestito l’abete lungo il Risagliardo.

L'uccellino del torrente Risagliardo - f.to F Moglia

L’uccellino del torrente Risagliardo – f.to Fabrizio Moglia

Anche l’uccellino era rimasto incantato, tanto da raccontare la storia ai suoi nipotini, che a loro volta l’avevano raccontata ai loro piccoli, i quali l’avevano ripetuta ai loro pulcini e così via sino a noi.

Se vi capitasse di vedere un uccellino nella neve, dategli qualche briciola: chissà che non racconti anche a voi qualche storia fantastica per i vostri bambini.