Il tempio nascosto

Il tempio valdese di Perrero

Il tempio valdese di Perrero

Le valli portano i segni della fede anche attraverso le chiese e i templi. Ovunque ve ne sono di questi edifici dedicati al culto, di grandi o di piccoli, e tutti hanno un fascino particolare legato alla loro storia o al luogo in cui vennero costruiti.
A Perrero, nel cuore della Val Germanasca, vi è un tempio valdese che da sempre mi ha affascinata, soprattutto per la sua posizione, in mezzo al paese, in salita e senza l’aspetto tipico di una chiesa. Un altro aspetto l’ha sempre reso importante ai miei occhi: nel 1944 ospitava nei suoi sotterranei una piccola infermeria per i partigiani feriti. Un’oasi nel dolore dell’invasione nazifascista e un simbolo di coraggio contro gli oppressori.
Il tempio deve la sua collocazione e la sua architettura alle opposizioni dell’autorità religiosa cattolica e dell’autorità civile. Nel 1848 le Lettere Patenti hanno riconosciuto ai valdesi i diritti civili e la libertà di culto. Così cresce nella popolazione valdese il desiderio di avere un luogo in cui ritrovarsi per celebrare il culto.

Perrero

Perrero

Siamo nel 1861 e la popolazione valdese di Perrero è in aumento. Proprio in quell’anno viene acquistato un albergo, la Casa Rigat, che viene trasformato in presbiterio con l’intenzione di utilizzare il vicino terreno per la costruzione del tempio vero e proprio. Nel 1863 iniziano i lavori e anche i contrasti. Alla fine per avere l’autorizzazione definitiva a costruire si devono accettare queste imposizioni: il tempio non dovrà avere l’aspetto di una chiesa, il suo ingresso dovrà essere posizionato sulla via laterale e non sulla piazza dove sorge la casa comunale e davanti al tempio dovrà essere costruito un muro per occultarlo alla vista dei “cattolici sensibili”.
I valdesi accettano queste imposizioni e finalmente il 16 ottobre 1866 il tempio viene inaugurato.
Vent’anni dopo l’ingresso venne spostato sulla piazza e il muro venne abbattuto per collocarvi al suo posto una cancellata.
Sull’ingresso una scritta “Venite adoriamo il Signore”. Sul muro del presbiterio una lapide ricorda i valdesi caduti nella prima guerra mondiale.
Sulla parete di quello che era il palazzo comunale di un tempo un’ altra lapide riporta i nomi di tutti i caduti del territorio comunale nella Grande Guerra. È elevatissimo il numero.
Accanto al tempio la piccola biblioteca del comune invita all’ingresso e alla lettura di un buon libro o all’approfondimento della storia locale.
Un ultimo sguardo al tempio ci induce a riflettere sul cammino, sempre difficile e complicato, compiuto e da compiere per il riconoscimento dei diritti di ognuno.
Un angolo bello, ricco di storia e di significati, delle valli che abitiamo.
(C. Reymondo)

La biblioteca

La biblioteca

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