Lh’Eimar

Le borgate delle valli sovente portano il nome di una famiglia che lì vi risiedeva magari con una presenza assai numerosa.
A Pomaretto, all’inizio della Val Germanasca, vi è una borgata che appunto rientra in questa categoria. Si tratta di Lh’Eimar, 985 metri di altitudine. La si può raggiungere con un ripido ma interessante sentiero che sale fra le vigne del Ramìe, pregiato vino rosso D.O.C di Pomaretto, oppure salendo, magari con la bicicletta, sulla strada asfaltata che si inerpica anch’essa sul versante orografico sinistro, partendo dall’Ospedale.
Pare che Lh’Eimar, talvolta indicata anche come Aymars, non solo indichi il nome della famiglia ma abbia anche il significato di “fontana secca”. Curiosa questa cosa poiché nella borgata ci sono ben due fontane.
Il luogo è un agglomerato grazioso di antiche case che si sostengono e si fronteggiano separate da un viottolo. Qua e là segni di presenza umana seppur saltuaria: abitazioni ristrutturate, balconate rifatte, piccole aiuole curate, oggetti da lavoro nei cortili, colorati portasaponi alle fontane.
Sono però i numerosi muretti a secco che spuntano tra la boscaglia intorno alla borgata a segnalare che qui un tempo si abitava stabilmente e si lavorava la terra, si accudiva alla vigna e si pascolavano gli animali nei terreni adibiti a prato. Un lavoro duro e una vita altrettanto dura poiché l’agricoltura di sussistenza della montagna spesso costringeva i montanari a cercare altrove un migliore reddito attraverso la migrazione stagionale.
Nel 1865 ben trenta persone abitavano nella borgata. In quegli anni lontani infatti la popolazione risiedeva principalmente nelle frazioni poste sopra o intorno al capoluogo.
Questa borgata è davvero un piccolo angolo di pace e il vento che soffia in questo inverno molto particolare sembra far risuonare anche le pietre che, una sopra l’altra, una vicina all’altra, hanno dato vita a ogni singola casa. Il suono è lieve però, denso di ricordi, quasi melodioso. Intanto le cime delle montagne che si scorgono verso la parte alta della valle sono percorse da venti dispettosi che sollevano nuvole di neve.
Sulla strada del ritorno da più punti appare il fondovalle adagiato alla confluenza dei torrenti Chisone e Germanasca.
Lh’Eimar è stata una scoperta meravigliosa.
(C. Reymondo)

fondovalle

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