La scuola di Sergio

Un territorio di bellezza reca bellezza in ogni cosa, sia essa una piazza, un monumento, un edifico o quant’altro. Questo sarebbe bello se sempre succedesse. A volte succede.
È il caso della Scuola dell’Infanzia Statale di San Germano Chisone che porta un nome bello perché è un nome di memoria.
L’edificio è intitolato a Sergio De Simone, uno dei venti bambini trucidati ad Amburgo nei sotterranei della scuola di Bullenhuser Damm. Era il 20 aprile del 1945. Una storia che fa male ma che deve essere conosciuta.
La storia di Sergio e dei suoi diciannove compagni è raccolta con garbo in un libro di poche pagine di Maria Pia Bernicchia “Chi vuol vedere la mamma faccia un passo avanti”. Anche nel libro di Titti Marrone “Meglio non sapere” la storia di Sergio, insieme a quella delle cuginette Andra e Tatiana Bucci, si delinea attraverso le testimonianze e la volontà di non dimenticare.
Sergio era un bimbo di sei anni quando con le cuginette e il resto della famiglia venne prima internato alla Risiera di San Sabba a Trieste e poi deportato ad Auschwitz. Un documento che lo riguarda è datato 14 maggio 1944 a firma di Mengele nei cui confronti mai userò l’appellativo di “dottore”. A novembre Sergio con i suoi 19 compagni partirà da Auschwitz verso il campo di Neuengamme vicino ad Amburgo dove un altro medico, Heissmeyer, compirà su di loro degli esperimenti in merito alla tubercolosi. Ad aprile del 1945 i bambini stanno davvero male mentre gli inglesi sono prossimi ad arrivare.
I bambini, prova indiscutibile dell’ atrocità commessa, vengono trasportati ad Amburgo nella scuola di Bullenhuser Damm dove vengono impiccati nei sotterranei. I loro corpi trasportati nuovamente nel campo diventeranno cenere e come inutile polvere dispersa nel vento. Heissmeyer continuò a fare il medico fino alla fine del 1963 quando un tribunale lo condannò all’ergastolo.
Conoscere la storia di Sergio e degli altri bambini e bambine che subirono la stessa sorte è un viaggio nel dolore che rafforza però la determinazione ad essere testimoni e costruttori di un mondo di diritti e di pace.
La Scuola dell’Infanzia di San Germano Chisone racchiude nel suo nome la necessità della riflessione e il no delle valli al nazifascismo riconoscendo in una delle sue piccolissime vittime un alto valore simbolico. Non inutile polvere sono quei bimbi ma guida alla ricerca della giustizia e della memoria.
(C. Reymondo)