Bentornate marmotte

Lasciamoci alle spalle l’inverno, ricco di neve, bianco e bello come deve essere quella stagione e tuffiamoci nella primavera che la montagna ci regala.
A Pian dell’Alpe, comune di Usseaux, il risveglio delle marmotte ci dice che anche lassù la stagione è cambiata. La primavera montana però è cosa diversa da quella dei giardini di bassa valle. È ancora fatta di tratti di neve dai quali sgorga un’acqua vivace, di nuvole grigie che si rincorrono nel cielo e che all’improvviso lasciano trasparire l’azzurro al di sotto del quale la sagoma del monte Français Pelouxe appare in tutta le sua bellezza.
È stagione di contrasti forti la primavera montana. Timidi crocus spuntano fra rametti e pigne abbandonate mentre un laghetto fatica a liberarsi del ghiaccio che l’ha stretto nella sua morsa per lungo tempo. I larici sentono la potenza della linfa che li pervade e si innalzano maestosi in attesa del manto verde intanto altri larici gemono sotto il peso della valanga che è rovinata lungo il pendio.
Fra terra e neve, acqua e sole, si compie il ciclo della vita. I resti del pasto di un predatore ci ricordano che quella è la natura vera e il Dente della Vecchia in alto pare vegliare silenziosamente su questi spazi meravigliosi.
A fine mese transiterà proprio qui il Giro d’Italia, scavalcando il Colle delle Finestre. La neve sulla strada è ancora molta e spero davvero che il calore del sole aiuti il lavoro degli uomini per rendere percorribile il percorso perché le tappe del Giro sono una festa di appassionati e di gente comune che sa apprezzare la fatica e l’impegno. Una festa sana, bella che ti mette la voglia di pedalare in modo sano per raggiungere le tue piccole “cime Coppi”.
(C. Reymondo)

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