Il ghiaccio del Verde

A oltre 2500 metri di altitudine, in un catino naturale circondato da rocce e prati dritti verso il cielo,
in cima alla Val Germanasca, di fianco alla Valle del Pellice e a un passo dal confine con la Francia, ecco il Lago Verde.
Il nome deriva probabilmente, condito di fantasia, dal colore delle acque. Parliamo di fantasia perché spesso i laghi alpini hanno nomi che ricordano i colori: oltre al Lago Verde, c’è quello Nero, quello Blu e via dipingendo. In realtà le acque appaiono uguali in tutti i laghi, ma è innegabile che un nome di fantasia, bello e accattivante, renda tutto più piacevole, più misterioso, più arcano.
Ma al visitatore che giungesse in questi giorni al Lago Verde, le acque non appaiono né verdi né di altro colore, perché per la maggior parte sono coperte di ghiaccio.
L’inverno da poco trascorso è stato lungo e il lago è stato coperto da una coltre di neve inusuale.
Bellissimo, il Lago Verde, tanto più che inaspettato.
Mentre in basso a tratti il caldo fa sentire la sua mano pesante e ci si avvia al profondo dell’estate, lassù presso il cielo è ancora il ghiaccio a dominare, a farla da padrone.
A far sognare chi osserva e sa stupirsi delle cose semplici e belle.

Sogneranno anche gli eventuali migranti che passano per quei luoghi d’incanto con nel cuore la speranza d’una vita migliore?

(Immagini M. Ribetto)