Il profumo che non c’è

La 'mianda' di Sapatlé

Le ‘Miande’ di Sapatlé

Poco oltre l’abitato di Villa di Prali, alta Val Germanasca, sulla destra orografica si inerpica un bellissimo sentiero che conduce a Sapatlé dove è collocata una bergeria dalla storia antica. Il termine “sapatlé” potrebbe avere il significato di “bosco di abeti bianchi” che infatti crescono rigogliosi intorno alla mianda mentre manze e vacche pascolano libere sui prati.
Il sentiero è davvero bello. Piccoli tornanti mitigano la pendenza e nel sottobosco crescono mirtilli e fragoline. Ciò che maggiormente mi colpisce è il profumo intenso di bosco che ogni angolo emana. Il profumo di bosco non esiste fra le linee delle case profumiere forse perché sa di terra bagnata, di lieve sentore animale, di funghi, di dolce e di aspro e nessuno potrebbe indossarlo senza provare disagio. Però è un profumo unico.
Sul versante opposto c’è il profilo leggero di Galmount, un colletto che scende nel vallone di Rodoretto.

Le 'Miande' del Nido dell'Orso

Le ‘Miande’ del Nido dell’Orso

Raggiunta la sterrata che sale da Ghigo, controllo la cartina e sono attratta da un percorso che porta ad un luogo dal nome particolare “Miande Nido dell’orso” , “Lou Ni’ dl’ Oùërs” nella parlata locale. La tentazione è forte e così mi avventuro lungo un tragitto che immagino sinistro e pericoloso. Nulla di più sbagliato!
Dopo aver percorso un bel tratto di strada sterrata, scendo su un sentiero soleggiato e senza aver incontrato alcunché di pericoloso vedo davanti a me Le Miande Nido dell’Orso che un tempo non era solo alpeggio ma borgo montano abitato tutto l’anno con tanto di mulino e scuoletta Beckwith. Se davvero l’orso è stato presente in Val Germanasca fin verso la metà dell’ottocento, il nome di questo minuscolo villaggio racchiude una storia a metà fra leggenda e verità. In quelli che ora sono pascoli, la gente di allora coltivava i cereali fra i quali l’avena.
Con un ultimo tratto di sentiero che scende nel bosco e nel quale si ritrovano i segni dell’attività mineraria si giunge a Indiritti e da lì si ritorna al punto di partenza.
Per chi ama i profumi del bosco, il silenzio, la magia dei luoghi e sa riconoscere la fatica dell’uomo per abitarli questo è un itinerario da provare.
(C. Reymondo)

Mucche a Sapatlé

Mucche a Sapatlé

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