Hanno posato il cappotto

Stambecco, maschio – Massello

Parliamo degli stambecchi. Quest’inverno, con il freddo che mordeva, avevano un vestito bello bello e liscio, marrone scuro, qualcuno quasi nero. Ora sono chiari e da lontano sembrano pecore su improbabili pascoli.

Chiari, e spelacchiati a tratti. Stanno mutando il pelo, e dev’essere terribile, quanto a prurito: perché tutti si sfregano sulle rocce e si grattano: i grandi maschi con le corna, a raggiungere i punti più lontani della schiena. La loro lana è ovunque, servirà agli uccelli della prateria per il nido. Nulla si spreca.
Tra un po’, senza spesa alcuna, saranno di nuovo lisci e belli e non li vedremo più. Con l’arrivo dei turisti a far rumore, e delle greggi, e dei cani in sfacciata libertà, andranno alto sulle rocce, per restare in pace.
Ecco un modello di vita sostenibile.
Senza diventare capre – ma un po’ lo siamo già – , dovremmo imparare dagli stambecchi.

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