La carezza del vento


Pemian è un villaggio di Pramollo, adagiato sui fianchi del Gran Truc a guardare dritto in faccia il sole quando sorge. Vi si sale da Rue, al fondo del Vallone, vicino alle acque del Risagliardo. Si percorre una mulattiera capolavoro, un monumento al genio dei vecchi, alla loro arte e al loro sapere nel sistemare le pietre. Sale dritto, quella strada per chi va a piedi, decisa verso l’alto, con tornanti stretti stretti per non uscire dallo spazio in bilico tra due versanti quasi a picco.
Ogni pietra al suo posto che non può essere altro, lisciata dagli zoccoli, prima, e dagli scarponi, dopo, di generazioni di uomini tenaci.
Poi tutto è cambiato, nessuno più s’è curato di quella strada bella, salvo il vento, che continua a pulirla e carezzarla perché sia sempre un piacere per chi si reca a visitarla. O forse è per speranza che il vento la carezza; nell’attesa che gli uomini tornino ad amarla, come si amano e curano le cose belle, senza abbandonarle all’oblio.

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