Si deve dire palchi

Capriolo (Foto A. Pastorino)

Capriolo (Foto A. Pastorino)

Al di là del clima impazzito, ci avviamo alla fine dell’inverno. Lo dicono tantissimi segni, di piante e di animali. Uno di questi è il capriolo, che mostra nuovamente bellissimi palchi – le corna, ma non le chiamiamo così perché non è corretto e i puristi ci metterebbero alla gogna.
Coperti di velluto, perché stanno ancora crescendo: quando avranno finito di crescere il velluto cadrà e il capriolo sfregherà con forza i tronchi di alberi e cespugli per pulirli e lucidarli, e pure per marcare il territorio. Si starà infatti avvicinando la stagione degli amori, e i palchi per quell’epoca dovranno essere nel loro massimo splendore.
Ma tutto questo, al ci là della curiosità, ci interessa marginalmente. Quel che conta è che il capriolo è bellissimo, anche se qualche volta ci mangia la cicoria dell’orto, e quando ha le corna in fasce, forse, lo è ancor di più.
Nella foto di Antonio Pastorino, un capriolo nella neve a fine inverno, con tanto di palchi in velluto.

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