Il water di ‘Plan dla s’arbra’

Pla dla s'arbra

Pla dla s’arbra

Plan dla s’arbra è un pianoro di poche migliaia di metri quadri ai piedi della Vaccera – Pramollo, che guarda dall’alto Pemian – Pomeano, sull’altro versante del vallone.
Il nome deriva da pioppo, selvatico, che in patois si dice arbra. Ci sta, perché quel luogo è molto fresco e abbastanza umido, messo com’è quasi sulla sponda del ruscello che scende dalle praterie della Vaccera.
Luogo ideale per pioppi tremuli o neri.
Se però oggi andate in quel luogo, di arbre non n’è vedete nemmeno una. Al loro posto crescono tanti faggi che rendono quella terra bellissima, specie in primavera quando le foglie hanno un colore così splendente da incantare il cuore.
Noi Plan dla s’arbra l’abbiamo sempre visto così. E non siamo giovanotti.
Abbiamo parlato con una signora nata da quelle parti.
Io le ho viste le arbre, da bambina, racconta. Ce n’erano tantissime. Quando c’era un po’ di brezza le foglie vibravano tutte e il cielo sembrava d’argento. E si sentiva pure il fruscio, conclude.
Oggi nulla. Faggi bellissimi. Perché anche il bosco si evolve.

Faggi

Faggi

Quel luogo, circa negli anni ’70, è stato raggiunto da una pista forestale. Fino al ruscello. Ma l’ultimo tratto fu appena abbozzato, perché finiva nell’acqua e nelle rocce.
Questo non impedì a qualche maleducato di portare fin lì le sue immondizie, e buttarle verso il rio.
Qualcuno che aveva ristrutturato il bagno.
Nessuno vide e nessuno disse nulla. Nemmeno noi.
Oggi, nel sottobosco nudo punteggiato qua e là dal verde dai cespi delle prime erbe, il water e i suoi compagni di discarica si stagliano sfacciati dalle foglie compresse dalla neve appena sciolta.
Un insulto. Uno sputo negli occhi.
Un giorno o l’altro lo andiamo a prendere e lo portiamo all’ecoisola più vicina.

Pemian

Pemian

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