I prati di Emma

 


Finalmente il sereno! Non si sa quanto durerà e allora non conviene starsene chiusi in casa. Il fascino di due ruote che fluttuano sull’asfalto al ritmo della tua fatica è troppo forte.
La strada che conduce a Salza di Pinerolo è perfetta per pedalare in un ambiente che a volte sembra davvero ai confini del mondo dove solamente il suono del ruscellare del torrente accompagna il giro dei pedali. Un’oasi di pace con poco traffico e tanta natura.
Il cielo azzurro accompagna i miei pensieri e, quasi senza fatica, raggiungo gli impianti della Proloco di Salza di Pinerolo che per molti anni hanno accolto dei mitici concerti di cantautori.
Un tappeto di tarassaco, chiamato con mille altri nomi, cattura l’attenzione. Migliaia di fiori gialli che formano un contrasto incredibile con il verde delle foglie. Non resisto alla tentazione di fermarmi e godermi la piacevolezza del riposo con gli occhi tuffati in questa semplice meraviglia.
Sopra ai fiori, due papere gialle si guardano. Accanto un’altalena e uno scivolo attendono i giochi dei bambini.
I tavoli posti sotto alle conifere mi inducono a pensare che questo semplice luogo ha richiesto cura, dedizione e lavoro da parte di qualcuno. È il mondo del volontariato, delle Pro Loco. Persone che dedicano parte del loro tempo libero alla realizzazione di qualcosa, sia esso una costruzione o un evento, e che in cambio chiedono rispetto per il loro lavoro.
Sul piazzale antistante vi è un cartello “Parco Emma Margherita Meytre”. I pensieri si scatenano: chi sarà mai stata costei?
Faccio ricorso ad un amico che mi spiega che Emma era la moglie del “vecchio” panettiere di Perrero ma soprattutto era la proprietaria di questi terreni e la nipote ha pensato di donare al Comune questi spazi, ricevuti in eredità da lei. Così Emma è diventata importante agli occhi di tutti anche se sicuramente lo era già per chi l’ha amata.
Un dono, il lavoro silenzioso, la cura, la ricerca del bello nelle cose e nella gente. Gli ingredienti del volontariato che rende anch’esso bella la nostra terra.
(C. Reymondo)
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