Incontri al Colle delle Finestre

Il Colle delle Finestre

Il Colle delle Finestre

L’estate sprigiona finalmente tutta la sua vivacità e guardando il cielo che si profila in alto sulle montagne della Val Chisone nasce il desiderio di vederlo da vicino. Cosa c’è di meglio allora del Colle delle Finestre? Nome bellissimo per un colle che unisce la Val Susa alla Val Chisone.
Scelgo di raggiungere il colle con la bici percorrendo la Val Chisone. Lungo la bellissima salita che porta a Pracatinat sono i profumi della resina, della terra e degli animali che accompagnano le pedalate e i pensieri diventano leggeri perché questa fatica nel salire dà come una sottile vertigine che trasforma il tutto in una piacevolezza incredibile.
Che cosa c’è di più inutile nel pedalare verso l’alto? Forse il raggiungere una cima altissima o scendere nella profondità di una grotta o nel blu del mare è paragonabile a questa assurda attività. Eppure un senso c’è. Ho letto da poco un libro piccino di neanche cento pagine edito da Ediciclo. Si tratta di una riflessione condotta da Riccardo Barlaam, giornalista per il Sole 24 Ore, sull’ebbrezza del pedalare in salita. In questo libro dal titolo “La vertigine della salita” ho trovato questo passo che voglio condividere con voi. “ Perché nella salita, nella vertigine della salita, c’è il senso di una passione effimera, è vero, che però dà gioia vera, autostima e produce una conoscenza profonda del proprio corpo e del proprio sé”.
In questo paesaggio meraviglioso man mano che sali scopri quanto è bello stare su questa terra: i fiori sono coloratissimi, l’acqua è musica che scolpisce la roccia, il verde dei pascoli è ovunque e il piccolo villaggio del Puy, là in basso, ti ricorda che l’uomo è capace di cose belle e difficili.
L’arrivo al Colle è sempre emozionante anche se hai percorso il versante meno impegnativo perché la “classica” del Colle delle Finestre è da Susa da cui sale una bellissima strada che fa concorrenza a quella del versante alto-atesino dello Stelvio.
Sul Colle ci si incontra, si parla. Ho incontrato un simpaticissimo medico che mi ha raccontato con parole dense di amore e rispetto il suo lavoro che richiede attenzione non solo verso la malattia ma anche verso il paziente. Un motociclista, a dispetto della sua fisionomia da “duro”, ha espresso parole poetiche verso la Val Chisone che si apriva sotto i suoi occhi nella semplicità dei pascoli, delle mandrie e dei boschi di conifere. Un bimbo mi ha chiesto se nello zaino avevo tanti panini.
Scendendo a Pian dell’Alpe mi sono fermata volgendo lo sguardo al Colle ormai alle mie spalle. Il Colle è stato oggi davvero come una finestra aperta sul mondo della natura e degli uomini che ne fanno parte indivisibile.
C. Reymondo

Il Colle delle Finestre da Pian dell'Alpe

Il Colle delle Finestre da Pian dell’Alpe

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