Il giardino di Piera

Percorrendo il vallone di Pramollo, lungo la strada si incontra l’abitato di Rue caratterizzato dalla presenza di una bellissima chiesa ottocentesca realizzata dall’architetto Tommaso Onofrio della “Real Casa” e dedicata alla natività di Maria Vergine.
La facciata neoclassica della chiesa si volge verso un giardino meraviglioso nella sua semplicità.
Un’esplosione di colori intensi cattura lo sguardo. Colori che si adagiano sul verde circostante, che lo trasformano con delicatezza e ne smorzano i toni cupi lasciando emergere la freschezza e la vivacità.

Le ortensie sono in maggioranza e, quasi con sfrontatezza e un pizzico di orgoglio, mostrano la loro bellezza sul ciglio della strada o svettando sugli arbusti.
Mille altri fiori circondano questa magnifica fioritura, fiori dai tanti nomi che solo chi coltiva questa passione con amore e conoscenza riesce a ricordare. Io mi accontento di lasciarmi catturare dalla grazie delle tonalità, dalla cura nella disposizione delle piante e dal sottile profumo che riempie la terra e l’aria.
È il “giardino di Piera”, così l’ho chiamato fin da quando l’ho visto. E Piera ne è l’artefice.
È lei che mi invita ad osservare ciò che mai avrei visto. La forma a piccolo cucchiaino dei petali di un’ortensia, il color rosso intenso che contorna il pistillo di un fiore, le sfumature del rosa e dell’azzurro. Grazie a Piera colgo le piccole differenze e le diversità che formano la bellezza del suo giardino.
Anche le piante spinose, quelle che in inverno non si possono lasciare in giardino, sotto le mani sapienti di Piera fioriscono come per indicare che anche dalle spine nascono cose belle.
Le ortensie sono arrivate in Europa nel XVIII secolo grazie ad un naturalista francese, Philibert Commerçon. Hanno un nome scientifico caro solo agli esperti, Hydrangea. È importante però sapere che il luogo ideale per coltivarle è la “mezz’ombra” e che necessitano di irrigazione frequente. In quanto ai colori è l’acidità del terreno a decidere la tonalità: un pH tendente all’acido favorirà la colorazione blu mentre quello tendente al basico ci darà una colorazione rosata.
Credo però che la bellezza di questo giardino nasca non solo dalla “chimica del terreno” ma dall’amore di Piera, dalla sua competenza e dalla gioia nel rinnovare ogni anno la vita.
(C. Reymondo)

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