L’Albero di Natale

I luoghi di Babbo Natale

I luoghi di Babbo Natale

A dicembre Babbo Natale è sempre indaffaratissimo.
Portare regali a tutti i bimbi buoni di tutto il mondo non è semplice, e lui non è più tanto giovane. Fortuna che con la sua slitta volante, trainata dalle renne, può spostarsi velocemente da un luogo all’altro senza perdere tempo.
Un anno però si ruppe uno sci della slitta. Successe in Val Germanasca. Tanto tempo fa. Per fortuna Babbo Natale riuscì a effettuare un atterraggio di fortuna senza spargere dappertutto i regali di cui la slitta era colma. Andò da un falegname, un menusier, di Pomaretto, chiedendogli di aggiustare lo sci.
– Fai in fretta, mi raccomando, che non ho un minuto da perdere, sennò rischio di lasciare senza doni chissà quanti bimbi buoni.
– Farò il possibile – rispose il falegname – ma lo sci rotto non si può aggiustare. Bisogna costruirne uno nuovo e sostituirlo.
– E quanto tempo ci vuole? – chiese preoccupato Babbo Natale.
– Almeno due giorni, e dovrò lavorare pure di notte.
– Troppi, troppi – disse passeggiando nervosamente Babbo Natale.
– Per non perdere tempo, potresti viaggiare a piedi o con gli sci, ne ho un paio che potrebbero andarti bene, e occuparti dei bambini di questa zona, e del vallone di Pramollo che è appena di là di quella montagna – disse il falegname.
– E le renne?
– A quelle può pensare mia moglie. Abbiamo una grande stalla e fieno a sufficienza e lei è molto brava con gli animali.
Gioco forza Babbo Natale accettò e partì subito a piedi. Il primo giorno si occupò di Pomaretto e di Inverso Pinasca.
Il secondo risalì la montagna e scese nel Vallone di Pramollo, passando per quel luogo che tutti chiamano “I Pini”.

I pini del Colle dei Pini

I pini del Colle dei Pini

L’aveva sempre visto dal cielo quel bosco, ma volando alla velocità delle renne non aveva mai potuto coglierne i particolari.
Fu colpito dalla bellezza di quegli alberi, brillanti nella neve, e soprattutto dalle pigne appese ai rami. Una meraviglia. Se la segnò sul taccuino.

Le pigne

Le pigne

Pramollo è piccolino e si sbrigò in fretta.
Passò dunque dal Colle della Vaccera per scendere ad Angrogna. Anche alla Vaccera era stato mille e mille volte, ché sono tantissimi anni che Babbo Natale svolge il suo servizio di recapito doni ai bimbi buoni, ma sempre in volo, così che non aveva mai visto da vicino i frutti rosso vivo smagliante delle Pissere, sorbi degli uccellatori le chiamano i sapienti.

Le Pissere della Vaccera

Le Pissere della Vaccera

– Che cosa bella bella – esclamò.
– Quanti tesori mi sono perso volando alto alla velocità delle renne – rimuginò tra sé e sé.
Distribuì i doni ai bimbi buoni di Angrogna e intanto i due giorni erano trascorsi, era ora di tornare a Pomaretto per ritirare la slitta riparata. Ripassò dal Colle della Vaccera con le sue Pissere coperte di frutti.
– Che bellezza, che meraviglia – non poté fare a meno di ripetere.
– Se appendessi un po’ di questi frutti ai pini verde smagliante colmi di pigne, la meraviglia sarebbe ancora maggiore. E con un po’ di neve… Da grande festa, da Natale.
Da Albero di Natale, aggiungiamo noi.
Detto fatto. Il dinamico vecchietto mise su in quattro e quattr’otto alcuni Alberi di Natale, colmi di pigne, neve e frutti rossi di Pissera.

Frutti di Pissera

Frutti di Pissera

Uno lo lasciò al Crusas, per i bambini del vallone della Vaccera, uno lo montò a Pemian per i bambini di là, un altro a Rue per quelli che vivevano più in basso, e uno infine alla Ruà, per gli altri su in alto.
Non contento, appese ai rami anche un bel po’ di regali.
Soddisfatto, corse a ritirare la slitta e le renne dal buon menusier di Pomaretto e volò in Val Pellice, oltre Angrogna, per continuare il suo lavoro.
E gli Alberi?
Quando gli abitanti di Pramollo li videro rimasero senza parole, ma capirono subito chi era stato a pensare tanta meraviglia. Si affrettarono dunque a preparare in ogni casa e per ogni bambino un Albero di Natale.
Così, nel tempo, piano piano, tanto lentamente da non potersi dire quanto, la tradizione degli Alberi di Natale da Pramollo si sparse ovunque, in tutto il mondo quant’è largo e quant’è tondo.
Tutto grazie a un sci rotto, ai pini del Colle dei Pini e alle Pissere del Colle della Vaccera.
E a Babbo Natale, ben inteso.

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