Polvere di stelle

Poca, stentata e minuta, ma bellissima. È arrivata di notte, come si conviene alla neve, per fare sorpresa.
Finissima, perché fa troppo freddo. Anche per la neve. Al mattino luccica al sole, che sorge come nulla fosse successo. Sembra polvere di stelle, e forse lo è. Chissà… perché noi la polvere di stelle non l’abbiamo mai vista. Il mondo non sembra quello di ieri, è tutto diverso e camminare è un piacere, come muovere i passi su una nuvola. Così immaginiamo, perché anche camminare su una nuvola – quanto ci piacerebbe!- non lo abbiamo mai fatto. Eppure le montagne sono al loro posto, anche l’albero di fronte alla finestra non si è mosso, come i fili per stendere la biancheria, che però sono più grandi, più spessi, più grassi; basterebbe una piccola scossa a svestirli, a dissolverne il costume da festa, a farne fumo, a farne polvere di stelle. Una fiaba a cielo aperto il mondo con la neve; un disegno per bambini, per farli sognare; un sogno, per farli entrare nelle cose belle.
Ma non per tutti è così.

Regolo - foto F. Moglia

Regolo – foto F. Moglia

L’uccellino che ci compare davanti improvviso danzando scatenato tra i rametti del pruno, facendone a tratti cadere la neve, non la pensa certamente così. È piccolissimo, forse non raggiunge i dieci grammi di peso, pigola acuto così acuto che appena lo sentiamo, e saltella, saltella, becchettando sulla corteccia, nelle sue fessure, all’attacco dei rametti. È un regolo, lo dice la striscia giallo vivo che ha sul capo, come la cresta di un elmo colorato vivace. Cerca insetti nascosti, anche morti e rinsecchiti se porta, ragnetti, resti di afidi. Ha una gran fame e deve mangiare tanto per potersi difendere dal freddo e poter continuare a muoversi in fretta alla ricerca di cibo. Sembrerebbe un circolo vizioso, ma così non è. Alla fine al regolo resta energia per rallegrarci gli occhi e strapparci un sorriso.
Fa un gran freddo, ma l’uccelletto dall’elmo giallo non ha bisogno di noi per sopravvivere, non gli serviamo e forse neppure ci vede impegnato com’è a cercare resti di insetti e loro uova. Setaccia un cespuglio poi vola fulmineo su un altro per ricominciare e non finisce che quando a sera s’avvicina il buio.
Da noi, il regolo, vuole una cosa soltanto: che gli lasciamo qualche cespuglio, qualche alberello, qualche siepe minuta, fitta e non troppo curata per potersi nascondere e rifugiare se lo minaccia un pericolo.
Non ci chiede tanto. Esaudiamolo, e faremo felice anche la neve che così, ne siamo certi, tornerà a cadere e a farci sognare.

Regolo - foto F. Moglia

Regolo – foto F. Moglia

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