Neve

La neve esercita un fascino particolare. Ne sono innamorati tutti, grandi e piccoli.
Per i bambini è gioco, quello vero, fatto di mani bagnate e fredde e di capitomboli voluti.
Per i grandi è divertimento, lavoro, dolci ricordi e qualche volta nostalgia.
C’è chi ama guardare la neve attraverso i vetri di una finestra e chi invece preferisce fare come i bambini, immergersi in essa, giocare e lasciarsi andare a un puro divertimento.
Scendere su un pendio, sia esso pista o fuori pista, è un’emozione unica. Così come il calpestare la bianca coltre con le racchette da neve.
Non bisogna però dimenticare che la neve è severa. Il freddo che da lei emana deve farci riflettere. Non si può affrontare la neve con leggerezza.
Mi capita di camminare su percorsi gelati, soprattutto in questo periodo, e spesso ringrazio i ramponcini che permettono di avere un passo sicuro senza scivolamenti. Anche i bastoncini aiutano nella camminata. Semplici accorgimenti che non sono superflui.
La neve va affrontata con sicurezza perché quando ci appare soffice e lieve può nascondere l’insidia della slavina.
Come muoverci allora senza pericolo?
Credo che come per tutte le cose, anche per la neve occorra conoscere qualcosa e lo si può fare con una buona lettura, con l’ascolto di chi è “tecnico” della neve e con tanto buon senso. Proprio quest’ultimo pare ultimamente svanito.
A chi di noi appassionati di sci non è mai successo di vedersi sfrecciare accanto e qualche volta anche addosso, uno sciatore che ha lasciato la testa a casa e dentro il casco vi è solo la convinzione che lo sci sia unicamente velocità piuttosto che eleganza del gesto e controllo? E quante volte sentiamo di incidenti in montagna, sulla neve, determinati da un senso di onnipotenza che ci spinge ad affrontare ciò che non andava affrontato in quel momento?
Proviamo a ridimensionarci, a sentirci piccoli nei confronti di un elemento che è davvero più immenso di noi. Allora ogni piccola avventura sulla neve, giocata in sicurezza, ci farà sentire grandi perché con umiltà abbiamo accolto la nostra piccolezza.
(C. Reymondo)