I colori della neve

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Nel silenzio avvolgente della neve che crocchia sotto le ciaspole, in una giornata luminosa posta fra due date importanti, il Giorno della Memoria e la Ricorrenza della promulgazione delle Lettere Patenti del 1848 con le quali i Valdesi ottennero la concessione dei diritti civili, il pensiero si solleva dalla fatica della camminata e l’ambiente circostante diventa fonte di ispirazione per la riflessione.
L’ambiente è quello di Salza di Pinerolo lungo la pista forestale che dalla località Miande, lungo la salita verso il colletto delle Fontane, porta al Rio Grasso.
Il sole che talvolta lascia il posto all’ombra a motivo del versante non sempre favorevole alla luce solare rivela che il biancore della neve racchiude le sfumature di altri colori.
I colori hanno da sempre un significato o comunque noi possiamo, in assoluta libertà, riempire di un nostro significato la varietà cromatica che ci circonda.
E così la neve nasconde il blu. Il colore del nostro mare che da tempo immemorabile raccoglie le speranze di chi lo naviga, speranza di una scoperta utile, di un futuro senza guerra e fame. È mare di libertà il nostro mare e noi non lo possiamo ridurre a una tomba senza nome.
Nel bianco assoluto puoi scorgere il rosso, il colore del sangue, della vita e della morte. Lo troviamo nella nostra bandiera, un simbolo quasi del riscatto degli italiani di fronte alla tirannia, dell’anelito alla libertà.
Anche il nero ci puoi vedere nella neve. Il nero delle notti stellate che da occidente a oriente colmano gli occhi di bellezza perché il luccichio delle stelle, identico in ogni parte del mondo, ci affratella oltre ogni credo personale.
Nel cuore di questa distesa di latte il verde emerge prepotente ed è il colore dei pascoli, dei campi che nutrono l’umanità.
Un bagliore di arancione irrompe quando il sole cala i suoi raggi con più intensità. L’arancione è il colore dell’unità, del trionfo di popoli che sanno parlarsi, che negano l’esasperazione dei nazionalismi.
E poi c’è il giallo. Quello dei fiori a primavera, quando tutto rinasce, ma anche il giallo della stella di Davide che durante il nazismo gli ebrei dovettero cucire sui propri abiti o il giallo delle veste che l’inquisizione spagnola impose agli eretici nel cammino verso il rogo.
Nel turbinio dei pensieri gli occhi si posano sul bianco della neve. Sulla purezza di pensieri di pace e di amore che, se vogliamo ritenerci degni di questo mondo, dobbiamo saper coltivare.
(C. Reymondo)

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