Gran Cerogne

Pourrieres

Partendo da Pourrieres, comune di Usseaux, c’è un sentiero che passa tra Balboutet e Roc del Col per giungere a Cerogne, piccolo agglomerato di case: alcune diroccate, altre ristrutturate con eleganza e buon gusto. Proseguendo verso l’Assietta, costeggiando il rio omonimo, si attraversa dapprima una bellissima valletta quasi pianeggiante, poi si percorre un lungo tratto ripido sulla costa quasi a picco che scende dal Monte Ciantiplagna, si attraversa quindi il Rio dell’Assietta e si giunge a Gran Cerogne.
Poche case crollate, soltanto un paio mostrano ancora il tetto. Basse da doversi chinare al suolo per varcare le soglie. Verso Est lo sguardo abbraccia la media valle del Chisone, dominata dal Monte Malvicino sopra Roure. A monte si intravvedono le praterie dell’Assietta.

Gran Cerogne

Sembrano vecchissime le case di Gran Cerogne. A Cerogne un cartello data le costruzioni a inizio ‘800. Queste sembrano più antiche. Sulle pietre ha attecchito il lichene che prospera sulle rocce circostanti, tanto che, a chi giunge dal sentiero, le case mostrano lo stesso colore dell’ambiente circostante e si distinguono appena. Verso valle lo spiazzo che ospita le miande, baite, è delimitato da un muretto a proteggere dal profondo precipizio.
Forse proprio a causa del precipizio le miande di Gran Cerogne furono abbandonate e sostituite dalla Bergeria – fattoria – dell’Assietta, alta verso monte, a metà strada circa dal crinale verso la Valle di Susa. Solitaria e fiera in mezzo alla prateria. Appena via la neve, quei prati si tingono del bianco dei ranuncoli. Come fosse novella neve.
La nuova bergeria è funzionale, raggiungibile in auto, ma non ha nulla a che vedere, quanto a bellezza, con Gran Cerogne. A partire dal nome.
Gran Cerogne ispira qualcosa di misterioso, di arcano, quasi di mistico, come la sua posizione, a balcone sulla valle, sull’orlo di un precipizio in una conca riparata dal vento e fuori portata delle slavine.
Per contro, il nome ‘Bergerie dell’Assietta’, conduce il pensiero ai formaggi e al burro che lì si produce; pensiero che certamente stimola l’acquolina dei buongustai.
Personalmente, però, preferiamo i licheni di Gran Cerogne e la sua posizione incantata affacciata al balcone sulla Val Chisone.
Questione di gusti.

Il Rio dell’Assietta

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