Sinfonia d’autunno

La sinfonia dell’autunno si apre con un movimento lento, brevi e leggere brezze di vento che accarezzano le foglie, scompigliano quelle precocemente ingiallite posate sulla terra, arruffano gli steli d’erba secca che già si piegano su se stessi.
Delicati trilli di uccellini si uniscono ai toni più grevi dei corvi che planano neri verso il fondo del bosco.
Il verde tenace delle foglie ancora estive, l’arancione di certe chiome e il rosseggiare delle piccole mele selvatiche irrompono con prepotenza e il movimento diventa allegro.
Anche la luce del giorno, che nella brevità sempre più imminente ci ricorda che la terra sta aspettando il sonno ristoratore, danza su questo movimento allegro e ci mostra un cielo azzurro appena velato da sottili nuvole bianche che sfuggono verso orizzonti lontanissimi.
Bacche violacee, rosso fuoco, rovi dai rami curvi mostrano appieno la loro bellezza. Sono note di violino che si uniscono a quelle dei contrabbassi e delle trombe perché là in alto sono ancora corvi e poiane che lanciano le loro grida mentre qualche lontano cervo innamorato scaglia il suo potentissimo bramito.
I ricci di castagna precipitano tra rami ancora fogliati e con suono di timpano incidono le foglie secche sul suolo dove le ha abbandonate il vento prepotente dell’estate.
Nei brevi silenzi che la stagione offre si percepisce un minuetto che pian piano sovrasta ogni cosa. Gli animali dei pascoli estivi di altura scendono a valle e allora sono campanacci, voci umane, muggiti e belati che coprono timpani e violini, contrabbassi e trombe e creano una nuova melodia che si ripete con allegria.
Se il cielo si incupisce, il vento si fa più forte e un sottile brivido percorre cortecce, steli, piume e la nostra pelle, allora il movimento della sinfonia dell’autunno si fa rapido. Gocce sottili di pioggia creano un rondò e nel vortice della musica con delicatezza comprendiamo che a breve la pioggia sarà neve che cadrà su rami spogli e freddi e là sulla terra neanche le castagne e le noci ci riporteranno all’autunno perché di esse se ne saranno cibati scoiattoli e ghiri.
Un’altra sinfonia sostituirà quella di adesso, basterà saperla ascoltare.
(C. Reymondo)

(Guarda le immagini)