Ai Santi

Santi con la nebbia. Da giorni le valli sono immerse nel bianco che nasconde tutto. E forse si continua.
Ci sta, ai Santi. Assieme alle castagne bollite, le ‘barote’, ai crisantemi, a un po’ di pace.
Perché ‘ai Santi’ la stagione è proprio finita. È tempo di tirare il fiato, di riposare, di fermarsi un attimo.
Di pensare.
Di riflettere, perfino.
Mica necessariamente sui massimi sistemi. Basterebbe riflettere sulle piccole cose che ci stanno attorno.
Non soltanto nella giornata dei defunti. Per qualche giorno. Fino a quello che ricorda la Vittoria per l’unificazione dell’Italia, il 4 di novembre.
Sarebbe, tempo di tirare il fiato, di riposare, di fermarsi.
Invece corriamo sempre. Anche con la nebbia. A meno che ci fermi qualcuno, o qualcos’altro.
Si dirà che la nebbia intristisce.
Può essere. Soprattutto in questi giorni.
In verità ‘Ai Santi’ il mondo è bellissimo anche col sole
Se l’annata è stata sufficientemente umida, e questa ha grondato acqua, i colori autunnali sono al culmine. Da vivere; impossibile descrivere.
Ci sono luoghi, come la Vaccera, che la esaltano la bellezza. Volgi lo sguardo a destra ed è magnifico; al centro è incantevole; a sinistra ti lascia senza fiato.
Se ti piace fotografare basta schiacciare, viene tutto bello; senza che tu ne abbia merito.
La profondità degli spazi, le sfumature, i veli di vapore – e di inquinamento – fanno tutto morbido, tutto ammaliante. Come uno sguardo di innamorati.
Anche lei, tanta bellezza, induce al pensiero. Non lascia indifferenti, non può lasciarci indifferenti.
Eppure continuiamo a correre. Senza guardare e senza vedere. Nulla.
Peccato, perché il tempo fugge.
Come la nebbia che prima o poi si solleverà per mostraci nuovamente il mondo.
Come l’autunno che fuggirà e non ne avremo colto nulla.
Abbiamo ancora tempo. Oggi è soltanto il 2 di novembre.
Proviamo a guardare, proviamo a pensare. A fermarci.
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