Invisibile rosso vivace

Ciuffolotto maschio

Poco e tardi, timidamente e con cautela, infine un po’ di freddo ha cominciato a farsi sentire, a imbiancare le cime più alte: appena appena, ma è neve, non c’è dubbio.
La stagione è cambiata.
I primi a sentirlo sono gli animali.
Gruppi di piccoli uccelli che fino a ieri non c’erano fanno la loro comparsa. Partono a frotte al nostro arrivo, pigolano appena, come fossero in incognito. Stanno tutti assieme, lo saranno fino a primavera, quando ciascuno tornerà alla sua terra, ad occuparsi del nido. Perché molti di questi piccoli uccelli non sono nostri, arrivano da altri luoghi, a volte da lontano. Si sono spostati, hanno migrato, alcuni di pochi chilometri, altri di decine e centinaia.
Nel folto dei cespugli, tra i rami senza ormai più foglie, succede di sentire richiami ripetuti, sommessi, sottovoce. Uno risponde all’altro, si rincorrono, si cercano. L’occhio li cerca. Spesso invano. Sembra impossibile ma alcuni uccelli sono difficilissimi da scorgere. Anche quando non ci sono più le foglie. Tra tutti il ciuffolotto.
Comprensibile che non si scorga la femmina, dalla livrea grigia e nera con lievi macchie chiare. Ma che non si riesca a scoprire il maschio, dal petto rosso vivace, questo è difficile da comprendersi.
Come spesso è difficile comprendere e capire la maggior parte delle espressioni e dei fenomeni naturali che ci circondano.
Il ciuffolotto lo si scopre dai richiami, raramente perché lo si vede. Seguendo l’udito allora si scopre la sua presenza. Un uccellino di rara bellezza e delicatezza. Una delle meraviglie che ci circondano, spesso a nostra insaputa.
E forse è meglio così.
(Immagini di Fabrizio Moglia)

Ciuffolotto femmina