Col ‘Discarica’

Ogni mattina, quando ci alziamo, esprimiamo due propositi.
Il primo: fare qualcosa, anche di molto piccolo, per rendere più bello il nostro mondo; per noi e per gli altri.
Il secondo: di non arrabbiarci e non essere polemici se incontriamo dei maleducati o dei somari; servirebbe a nulla poiché, come recita un proverbio piemontese, a lavè la testa a i’asu as pert temp e savun, che in italiano suona così: a lavare la testa agli asini si perde tempo e sapone e, aggiungiamo noi, si spreca acqua.
Ieri però siamo venuti meno ai nostri propositi. Al secondo.
Siamo saliti al Col del Bes, Colle del besso, in comune di Pinasca, oltre il Grandubbione; collega la valle del Chisone con quella del Sangone, la valle di Giaveno.
Luoghi speciali i colli, dal punto di vista morfologico, per la vista che offrono, e dal punto di vista ideale, perché uniscono due valli, due genti, due mondi.
Sono come i ponti.
Vale anche per il Col del Bes.
Peccato che sul colle offra vista di sé una roulotte sgangherata, lei più rimorchio – o viceversa, non abbiamo indagato – con annessi tutti gli ammennicoli tipici di un accampamento di infimo livello.
Attorno, qua e là i resti sparsi dal vento.
Poco discoste, dove verrebbe voglia di scattare una foto ricordo verso la valle del Chisone, ecco due vasche da bagno bianco smaltate. Abbeveratoi.
Ci è venuto spontaneo ribattezzare quel luogo Col Discarica.
Disgustosa tutta quella roba in quel posto. Uno schiaffo in viso, un pugno nello stomaco, uno sputo in un occhio.
Riparo estivo di pastori. Vanno lì per lavoro, ci spiegheranno i sapienti.
Ma – domandiamo noi – abbiamo diritto, per il nostro lavoro, di lordare la vista degli altri? Di limitare la loro libertà?
Perché, per finire in bellezza, sulla immancabile bacheca a metà del colle – messa lì per scopi turistici? – un cartello avvisa di stare attenti ai cani da pastore. Per non lamentarsi poi nel caso ci sbranino.
In estate anche loro sono lì per lavoro .
Che sia inopportuno disturbarli e importunarli lo pensiamo con convinzione. Non si fa. Mai. Neanche coi cani da pastore, maremmani nella fattispecie.
Non solo: siamo convinti non si faccia con nessuno. Nemmeno con chi capita al Col del Bes per turismo, per farsi una gita, una camminata. Non lo si importuna, né coi cani, né con le vasche da bagno, né con i resti d’accampamento.
Né lì, né in nessun altro luogo.

Siamo venuti meno ai nostri proponimenti, ma non siamo proprio riusciti a tacere.
Scusateci.