Cresta d’oro

Può capitare, in inverno, andando per pinete o abetaie, di credere, improvvisamente, d’aver le traveggole.
E per un attimo di preoccuparsi.
Ma, ripristinata la giusta attenzione, scema la paura e appare chiara la situazione.
Avevamo visto giusto, qualcuno s’era mossa tra i rametti del pino.
Sono più d’uno, piccolissimi, nervosi elettrici, tanto che quando li inquadri con gli occhi… un attimo e non c’è più nessuno.
È il regolo, Regulus regulus per i sapienti, ‘goldcrest’ per i britannici, cresta d’oro – se non gli cambiano nome, dopo la Brexit, per differenziarsi.
L’aurea presenza nella nomenclatura inglese non è dovuta a motivi speculativi o monetari, ma alla striscia gialla brillante, a metà capo, del regolo. Sia nel maschio che nella femmina, leggermente meno intensa in quest’ultima. Ma si tratta di sostanziale parità. Per il resto la livrea è verde oliva variamente dosato.
È un animaletto bellissimo, il più piccolo uccello europeo; non arriva a 15 centimetri di apertura alare e misura meno di dieci centimetri di lunghezza; le cince, al confronto, paiono obese.
La sua caratteristica, tuttavia, è quella per cui all’inizio abbiamo parlato di traveggole: si muove da un rametto all’altro, da un ago di pino a quello vicino con un ritmo sbalorditivo, nevrotico, travolgente.
Per questo a un occhio disattento può apparire come un abbaglio: un attimo prima c’era un istante dopo non c’è più. Come un fantasma – per chi conosce i fantasmi – appare e scompare.
La velocità forsennata deriva dalle dimensioni tanto piccole del regolo: non può immagazzinare riserve energetiche e deve rifornirsi in continuazione di cibo, ragnetti, afidi, loro uova e larve, anche secche. In sintesi, deve mangiare tanto per potersi muovere tanto per potersi nutrire tanto.
Un gatto che si morde la coda.
Eppure funziona benissimo, non spreca nulla e ricicla tutto. Un modello da seguire.
Per cominciare impariamo a conoscerlo, il magico regolo, ammirando le immagini di F. Rostagno.
Per fortuna le macchine fotografiche hanno tempi di reazione brevissimi – e il fotografo pure.
(Guarda le immagini)