Non ci spetta più

La pianura da San Benedetto

San Benedetto – la montagna, non il Santo – è sentinella della Val Chisone. Da lassù, sulla sinistra del torrente, osserva chi va e chi viene. Non è alto quel luogo, ma speciale la posizione. Lo sguardo corre ampio sulla pianura spesso nascosta da veli inquinati, e sulla valle del Chisone, spoglia di neve e netta alla vista da poterne contare i paesi e i villaggi, come sopiti nell’attesa della primavera troppo precoce.

La Val Chisone e, a sinistra, il Vallone di Pramollo

Discosto, il vallone di Pramollo. Dal basso quasi non si scorge se non per una fetta iniziale; San benedetto lo svela. Per la gioia degli occhi e la curiosità di chi guarda.
L’aria è tiepida, la primavera profuma vicina; le primule, fitte nelle conche appena un po’ riparate, e i fiori del salice delle capre lo confermano. Tutto bello.
Come la chiesetta che splende nella luce, prima che vengano le foglie a coprirla, forse a proteggerla quando il sole sarà troppo sfacciato: la cappella di San Benedetto.
Manca soltanto un po’ di neve, almeno sulle vette.
Ma la neve è un lusso, un premio che non ci spetta più.

San Benedetto