Vento

Il vento ha un animo ribelle. Non bada alle stagioni, alla notte o al giorno.
Soffia quando gli pare.
Quando la pressione atmosferica rimescola le sue carte ecco che la brezza si anima. L’instabilità dell’atmosfera crea correnti che sconvolgono la nostra quiete e quella del mondo.
Ma da sempre il vento è parte del mondo.
In inverno assume un tono solenne. Da allegro e spensierato qual era in estate veste la divisa seria e non importa se il suo alito sia gelido o caldo.
La potenza che il vento emana in un bosco ti toglie il respiro: alberi che scricchiolano, ombre che si aggiungono a ombre, sonorità elevate, sibili e tonfi che si mescolano a silenzi improvvisi.
Sulle vette il vento invernale genera talvolta timore: le raffiche sospingono via ogni cosa che incontrano e lasciano il vuoto intorno.
Il vento urla la sua rabbia quando sospinge le fiamme che lambiscono boschi, prati, paesi. Una rabbia che forse nasce dal sapere le cose degli uomini, dal conoscere la tristezza che certe gesta umane emanano, dal percorrere le strade del mondo con le ingiustizie che le ricoprono.
Noi a volte malediciamo il vento, ma malediciamo anche il sole cocente, la nebbia che nasconde, la neve che serra gli orizzonti.
Forse dovremmo solo ascoltarlo il vento.
(C. Reymondo – disegni di S. Geninetti tratti dal libro “Sogno”)