Un lungo cammino…

…separa la piazzola per l’auto dal Colle di Rodoretto. Lungo basta da scoprire un mucchio di vite. Una salamandra nera, quando è ancora un po’ scuro, e umida l’erba, si nasconde veloce, e subito dopo un’altra: questa è incinta; un po’ più lenta, un po’ più liscia la pelle.
Pochi metri e una farfalla, un’Apollo, sbatte le ali tra gli steli e ci prende lo sguardo: ha sbagliato ora, è presto e freddo per volare. La rendiamo immortale con tante foto. Non mancano i fiori, fanno ala al passaggio, e dicono che questa è un’annata strana, con tutto fuori tempo e fuori posto. Genzianelle con fioretti rosa che dovrebbero già essere svaniti, doronici con stelle alpine.
Tempi saltati.
Intanto la nebbia ci assale e minaccia, e il cammino continua: sarebbe monotono se non ci fossero tante vite a segnarlo. I camosci sono sul profilo di terra di fronte. Regali. Lontano, ancora un po’ d’azzurro sul colle. Chissà se arriveremo in tempo per vedere la Valle di là, la Valle Argentera… Gli stambecchi invece sono nascosti. Ci sono, di certo sono lassù tra le rocce, ma non basta il binocolo. Un’altra farfalla, una Vanessa pavone, scura, passerà qui l’inverno: fa meraviglia nell’ultimo sole di mattinata.
Tante vite, belle, diverse, preziose. Da rispettare. Non basta: da amare. Tra la piazzola e il Colle di Rodoretto.

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