Non mi toccare!

Erba impaziente

Erba impaziente

Quando una pianta, o un animale, ha un nome strano, qualche motivo c’è.
Erba impaziente, Impatiens noli-tangere, per i sapienti. Si chiama così una piantina fragile, che fiorisce alla fine dell’estate, che ama l’ombra, che ha dei fiori gialli che più che fiori sembrano scherzi di fiaba o cappelli di folletti; e che, soprattutto, se le sfiori i frutti scatta come una molla e spara a distanza i semi, così che i suoi piccoli non abbiano a impicciarsi l’uno con l’altro; oppure affinché almeno qualcuno trovi terreno fertile per nascere e scattare ancora, con i frutti a molla, nel tempo del tempo. Non mi toccare, appunto, se no ti sparo i miei semi.
Una meraviglia.
La chiamano anche balsamina, e poi erba di Santa Caterina, e ancora erba limona e infine erba lucciola comune.
È così speciale che abbiamo importato alcune sue sorelle di specie dall’Himalaya. Impossibile parlare di tutte. Ma una ve la mostriamo: la balsamina himalayana, o di Balfour, Impatiens Balfourii, viola e bianca, trasferita qui a metà ‘800. Portata qui perché è bellissima.
E tuttavia dovremmo metterci in testa che non è mai bene deportare qualcuno, anche se si tratta ‘soltanto’ di piante, e che per ammirale dovremmo essere noi ad andarle a trovare, e non viceversa.
Per rispetto.

Balsamina himalayana

Balsamina himalayana

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