Zoccoli chiodati

E quando nevicava?
Si andava a scuola come tutti gli altri giorni. Gli uomini passavano prima e facevano la pista , cioè pestavano la neve in modo che si potesse camminare senza sprofondare.
E con gli scarponi non si scivolava, vero…
Gli scarponi li aveva soltanto qualcuno. La maggioranza aveva zoccoli in legno, chiodati per non scivolare.
All’ora fissata eravamo tutti in classe. Guai se fossimo arrivati tardi; la maestra non l’avrebbe ammesso.
Di neve allora ne veniva tantissima, spesso sin da novembre e, pestata sui sentieri, rimaneva ghiacciata fino a marzo, quando quasi d’incanto spariva e altrettanto d’incanto spuntavano le primule.
In un batter d’occhio era primavera.

Queste briciole di dialoghi quotidiani con la mamma ci sono venute in mente in questi giorni, quando abbiamo sentito delle scuole chiuse un po’ ovunque per freddo e per neve.
Ci siamo pure ricordati che anche nella nostra infanzia di neve ne veniva tanta e ci sarebbero piaciute le scuole chiuse per poter giocare fuori tutto il giorno, ma mai una volta è successo, come fosse proibito, per nessun motivo…
Erano gli anni in cui si sapeva che in inverno fa freddo e in estate caldo. Che contro il freddo si aggiunge una maglia e si cammina più in fretta e che, per il caldo, la maglia si toglie e si cammina il meno possibile, almeno fino al tramonto.
Anche oggi con la neve usciamo di casa. Anche se ce n’è tanta, anche se fa freddo. Ben vestiti, con buoni scarponi e via.
È bellissimo andare per neve, e quando si rientra il tepore della stufa a legna che ci accoglie è tanto dolce da carezzare il cuore e farci tornare bambini per un po’.

Quanto sono cambiate le cose.
Si vede proprio che siamo vecchi.
Ma a volte non ci dispiace affatto.

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