La Grande Guerra

S. Germano Chisone

S. Germano Chisone

Il Natale appena trascorso fu, cent’anni fa, il primo Natale di pace dopo gli anni della Grande Guerra che insanguinò il mondo con innumerevoli morti sia fra i soldati sia fra i civili dei quali spesso si tace.
Le nostre valli non recano i segni sui monti e sul terreno della guerra perché altrove si combatté ma portano incisi sulle pietre monumentali centinaia di nomi maschili, nomi di giovani che mai più rividero le valli.
La retorica del fascismo che di lì a pochi anni dalla fine del conflitto si instaurò nel Paese, diede un’aurea di eroismo sia ai monumenti sia ai poveri morti. Il nazionalismo esasperato aveva condotto i paesi verso una guerra orribile e, nel volgere di pochi anni, il perdurare di quelle idee unito ai pensieri di supremazia determinati dalla convinzione dell’esistenza di una razza superiore, riportò le nazioni al conflitto.
In questo nostro respiro che ancora sa di Natale che per i credenti è l’inizio della rivelazione di Pace e Amore, vorrei che il pensiero si posasse lontano, su quelle praterie o su quei monti che raccolsero l’ultimo respiro dei nostri ragazzi catapultati in una guerra le cui motivazioni furono scarsamente condivise da essi.
Vorrei anche che il pensiero di noi tutti si soffermasse sulle esternazioni attuali della politica che da più parti predicano il risollevarsi dei primati nazionali a scapito di un bene comune per le nazioni, che vedono nei movimenti migratori non una normalità dell’agire delle genti (da prima del Neolitico gli umani hanno percorso in lungo e in largo la terra) ma un unico grande problema che contrappone il sedentario “buono” (forse fortunato per nascita e ricchezza) al nomade “cattivo” (forse sfortunato perché nato povero in un paese ancor più povero).
Il nazionalismo e il razzismo di alcuni governi delle nazioni europee vanno contrastati con la razionalità del nostro pensiero e per chi vuole anche con il messaggio cristiano scaturito dal Natale. Vanno contrastati per evitare che un flagello come quello della Grande Guerra debba ancora abbattersi su di noi.
(C. Reymondo)

Villar Perosa

Villar Perosa

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